Invalidità civile a Caserta: tra barelle sotto il sole e l'incubo delle liste d'attesa

Si presentano in barella davanti alle commissioni per l'invalidità civile presso la sede INPS di Caserta, spesso sotto un caldo asfissiante che mette a rischio la loro stessa incolumità. Recentemente, per una signora costretta all'ossigeno, le condizioni climatiche hanno reso la sosta quasi fatale, sfiorando la necessità di un intervento d'urgenza del 118. L'alternativa esisterebbe: la visita domiciliare, ma la coda è di un anno e mezzo e così i parenti si adoperano a portare il proprio familiare invalido in barella. "Quello che non capisco è che poi il malato neanche lo guardano - fa sapere rassegnata una signora che continua - guardano solo il carteggio. Mia madre è malata oncologica, l'ho costretta a questo supplizio altrimenti coi tempi d'attesa la visita domiciliare finisce che la fanno al cimitero". 

Un'altra persona sarcastica: "Qua veniamo a perdere tempo, non capisco perché molti CAF abbiamo interesse a far fare i ricorsi in sede giurisdizionale CTU, che nel 90% dei casi vede l'INPS sempre soccombente. Ma chi paga le spese processuali, lo Stato e quindi noi cittadini con le tasse! Capisco il timore dei tanti falsi invalidi - continua - che infestano il sistema degli aiuti di Stato, ma una poveretta sulla barella come lei o chi è afflitto da patologie serie come deve fare?" 

La situazione evidenzia una criticità strutturale alla quale la politica e i vertici dell’INPS sono chiamati a porre rimedio con urgenza. Si ha l’impressione che, nel timore di abusi simili a quelli osservati in passato con il Reddito di Cittadinanza, si stia stringendo la maglia per l’accesso all’assegno mensile di assistenza economica destinato agli invalidi disoccupati con percentuale di invalidità del 74% e redditi bassi. Tuttavia, questo irrigidimento burocratico rischia di colpire indiscriminatamente, facendo le spese proprio a coloro che dovrebbero essere tutelati: gli invalidi affetti da gravi malattie e le loro famiglie, già stremate dal compito assistenziale. 

Come emerso anche dalle recenti inchieste sulle frodi il paradosso è che il prezzo più alto di questi meccanismi difensivi non lo paga solo l’erario, ma lo pagano le persone realmente bisognose. La rabbia e la sfiducia che montano nell’opinione pubblica rischiano di trasformarsi in un muro invalicabile. L’accesso ai diritti diventa un percorso a ostacoli fatto di burocrazia sospettosa col risultato finale che chi soffre di disabilità vere si vede spesso negare gli aiuti dovuti o è costretto a subire umiliazioni durante accertamenti che sembrano dimenticare la dignità della persona (di Calvi Risorta). 

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