Caserta. Pensioni a falsi disabili, chi ne fa le spese è chi ne ha realmente bisogno

Il Gip del tribunale di Napoli Nord ha emesso misure cautelari di sospensione dall’attività professionale nei confronti di tre operatori di un Caf di Casal di Principe (Caserta). L’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza, ha portato alla luce un sistema organizzato volto alla creazione di falsi certificati medici per ottenere indebitamente pensioni di invalidità presso l’INPS. Tra i destinatari dei provvedimenti figurano il titolare di fatto del centro, un ex amministratore locale, e la legale rappresentante del patronato collegato, accusati di aver orchestrato, insieme a un gruppo di avvocati, un giro illecito basato sulla falsificazione di patologie inesistenti.

Al di là delle responsabilità penali accertate, ogni volta che emergono casi di frode organizzata, il prezzo più alto non lo paga l’erario, ma lo pagano le persone disabili realmente bisognose. La rabbia e la sfiducia che montano nell’opinione pubblica rischiano di trasformarsi in un muro invalicabile per chi ha realmente bisogno di sostegno. Quando i meccanismi di controllo vengono percepiti come fallaci o corrotti, l’INPS e gli enti preposti tendono a blindare le procedure, rendendo l’accesso ai diritti sempre più burocratico e sospettoso. Il risultato è che chi soffre di disabilità vere, documentate e gravi, si vede spesso negare gli aiuti dovuti o subire umiliazioni durante gli accertamenti, diventato vittima collaterale della disonestà di pochi che hanno trasformato la solidarietà nazionale in un business illegale (foto di repertorio).

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