Papa Giovanni Paolo II, il Papa del “Non abbiate paura! Aprite, spalancate le porte a Cristo!” ci incoraggia a difendere la vita
(di Mario Romanelli) Quel “Non abbiate paura!” ad aprire, spalancare le porte a Cristo, via, verità e vita, è un invito, un’esortazione rivolta a tutti gli uomini di tutta la terra e di ogni epoca. In questo tempo, però, la vedo rivolta soprattutto a coloro che lottano in difesa della sacralità della vita dal concepimento alla morte naturale, tentati di arrendersi di fronte ai soverchianti mezzi economici e mediatici, di cui dispongono i ferocissimi e determinatissimi attori dell’”oggettiva congiura contro la vita” (E.V. 1,17), a cui la Santa Madre Teresa di Calcutta diceva: “Ma se ci tenete tanto a diminuire la popolazione, perché non date l’esempio e non vi impiccate!”
A proposito del “Non abbiate paura!”, rivolto in particolare a coloro che si battono per la difesa della vita e della famiglia, permettetemi di raccontare un fatto che mi riguarda direttamente. Nel novembre del 2002 a Valdocco di Torino mentre si stava partecipando al convegno dei Centri di Aiuto alla Vita sentimmo degli schiamazzi di giovani dei Centri sociali che gridavano “Assassini! Criminali!” contro il popolo della vita ivi riunito. Allora uscii fuori e diedi loro dei volantini con scritto l’Inno alla vita di Madre Teresa di Calcutta! Finitili, tornai dentro per prenderne degli altri, ma mi ritrovai tra la polizia schierata in tenuta antisommossa ed i manifestanti, che nel frattempo si erano compattati, tenendosi a braccetto. Non sapendo che fare buttai in aria sulle loro teste i volantini con l’Inno alla vita di Madre Teresa, gridando “Assassini!” Per tutta risposta mi beccai un calcio in pancia che mi fece piegare in due, però, non provai nessun dolore. Allora pensai dentro di me: “O è stato un miracolo di Don Bosco o loro sono deboli, in ogni caso non bisogna temerli!” (I promotori di aborto, eutanasia , distruzione del matrimonio e della famiglia) Qualcuno mi disse che forse non era il caso di sfidare la teppaglia rabbiosa, che gridava assassini contro il popolo della vita, e lanciare loro contro i volantini con l’Inno alla vita di Madre Teresa, ma sinceramente non ce la facevo a sopportare quell’atroce insulto nei confronti di rischia anche la vita e a volta muore per strappare dei bimbi dalla morte. Era presente al convegno anche Rina, la madre dell’amatissimo e compianto Mario Ciampi, morto insieme alla moglie Patrizia in un incidente stradale nel luglio del 1999, lasciando tre bambini orfani, al ritorno dell’annuncio della bellezza della vita ai giovani partecipanti al Seminario Quarenghi. Le loro grida significavano anche che la bellissima bimba nata agli inizi di novembre di quell’anno da una giovane mamma con gravissimi problemi familiari, che riuscii ad avvicinare con enormi difficoltà e superando anche una strana sensazione di paura che mi attanagliava, perché in quella zona la camorra aveva ucciso Don Peppe Diana, non era giusto che fosse nata e l’Inno alla vita di Madre Teresa doveva gridare più forte il contrario. Forse sbagliai a chiamare “assassini” quei poveri giovinastri che non sapevano distinguere la destra dalla sinistra! In ogni caso non bisogna aver paura di difendere la vita contro coloro che in questo momento in Italia vogliono introdurre il suicidio assistito e l’eutanasia per bonificare la società da “I pesi morti dei rifiuti umani” (Margaret Sanger) e “socialmente improduttivi” (Hitler”). Quel “Non abbiate paura!” di San Giovanni Paolo II, dobbiamo farlo nostro, deve essere il nostro faro, la nostra guida, il nostro motto, il nostro conforto.

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