Teano. Lunedì 5 ottobre, alle ore 10, al Liceo Foscolo arriva Don Roberto Faccenda e presenta il libro “A (r)marsi con cinque ciottoli”. Il prete
(Caserta24ore news) TEANO “Davide avanza per affrontare Golia. Non ha l’armatura e non ha la spada. Ha solo cinque pietre lisce raccolte dal torrente, una fionda e una fiducia che viene da dentro di sé. È piccolo agli occhi del mondo, ma grande nella libertà di chi si affida a Dio”. Da questa semplice immagine prende vita il libro di don Roberto Faccenda: “A(r)marsi con cinque ciottoli”. Lunedì 5 ottobre prossimo, alle ore 10, don Roberto Faccenda sarà a Teano , nell’aula magna del Foscolo in Via Orto Ceraso per presentare il suo bel libro che ha riscosso e riscuote tanti consensi. Un libro scritto da un prete giovane e brillante che ci sa fare con gli studenti. Quello che scrive (e che dice) don Roberto non è un commento biblico, ma una proposta di vita spirituale per chi, come Davide, ha davanti a sé grandi sfide, e non vuole rinunciare ad affrontarle con coraggio e con quel poco che ha: un cuore libero, occhi aperti e un’anima in ascolto. I cinque “ciottoli” che don Roberto presenterà agli studenti del Foscolo, non sono armi convenzionali, ma atteggiamenti interiori: il silenzio, l’essenzialità, la fiducia, la gratuità e la gioia. Sono piccole cose, come pietre di fiume, ma capaci di far cadere i giganti che spesso ci bloccano dentro. Don Roberto non scrive e parla con gli alunni di tutta Italia per dare lezioni, ma per condividere un percorso. Le sue parole sono dirette, semplici, disarmate. Il suo libro è pensato per i giovani, per chi si sente piccolo di fronte alla vita, ma non vuole rinunciare alla speranza. Un libro da leggere e da vivere, da portare nello zaino, in comunità, nei gruppi. Per scoprire che con cinque ciottoli, scelti bene, si può camminare lontano. E vincere i Golia che ci circondano e quelli che abitano dentro di noi. Spiega padre Roberto:” Quando Davide si china per scegliere i ciottoli, ha dovuto prima riconoscere il suo mondo interiore, poi interpretare il suo significato e solo allora ha potuto scegliere le cinque pietre con cui iniziare a vivere. Il primo ciottolo è relazionarsi, non connettersi, il secondo è appartenere, non possedere, il terzo è sorridere, non ridere, il quarto è perdere, non fallire, il quinto è credere, non fidarsi. Don Roberto Faccenda è un sacerdote poco più che quarantenne, originario di Eboli. Da cinque anni ricopre il ruolo di direttore della pastorale giovanile per l’Arcidiocesi di Salerno, Campagna, Acerno ed è responsabile del servizio per la pastorale della scuola. Conosciuto per il suo approccio diretto e la sua capacità di dialogo con i giovani, don Roberto è anche cappellano della squadra di calcio della Salernitana di cui è un grande tifoso. La sua presenza è diventata un punto di riferimento per molti, grazie alla sua fede vissuta con passione e comunicata con un linguaggio semplice e sincero.


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