Capua. Ho visto "Naza" al Cinema Ricciardi

(Caserta24ore) Ho visto “Naza”, mercoledì sera.Seduta in poltrona, al cinema Ricciardi a Capua. Davanti ad un schermo grande, molto grande.
Perfetto per consentire il miracolo dell’identificazione. Un miracolo che davanti ai piccoli schermi domestici non si compirà mai. La sala era piena. Il silenzio assoluto. Sui tetti della città di Tel Aviv, di notte, figure buie che raccontano atrocità commesse ai danni del popolo palestinese. Con tranquillità, distacco, raccontano della normalizzazione dei massacri che Israele ha compiuto nella striscia di Gaza dopo il 7 ottobre 2023. Naza, parola che deriva dall' ebraico NEZEK AGAVI, cioè: Danno collaterale Danni collaterali sono le migliaia di bambini donne e uomini uccisi senza pietà. A parlare sono 24 persone, fra militari e membri dell’intelligence, sono loro, le figure buie, che si confessano in questo documentario di 80 minuti:alcuni ammettono di essersi sentiti come degli dei che decidono la morte degli altri: ascoltavano le voci dei gazawi dai loro telefonini (tutti sotto controllo israeliano) e se un bambino diceva “Papà sta tornando a casa”,partivano le bombe, “papà” era una parola chiave. Quel papà doveva essere uno di Hamas, papà... Quanti civili era legittimo ammazzare per catturare un presunto terrorista? Tanti, una ventina, una cinquantina, ma si sforava sempre. C'erano delle tabelle, qualcuno le condivide senza imbarazzo.Qualcuno parla di videogiochi. Qualcuno si interroga:” Credo ancora che i nazisti siano il male, ma mi chiedo allora cosa sono io”. Non sono eroi della resistenza, sono persone c hanno rischiato e che rischiano nonostante i travestimenti. Si esce dal cinema in silenzio, con tutto il peso della propria impotenza addosso. Grati a Rachel Szor e Yuval Abraham , i due autori israeliani, per i rischi che corrono, e che hanno già corso con “No other land”, il rischio di essere eliminati, la certezza di essere emarginati. E perseguitati. Ho visto anche Palestine 36. Tutti e due arrivano come un pugno nello stomaco. Dopo il secondo film si esce muti e increduli. Eppure sapevamo già tutto, sono anni che assistiamo a massacri, a scene di morte e crudeltà, come non far arrivare i viveri nella striscia di Gaza. E a questo proposito gli ufficiali dell'Intelligence israeliana raccontano con dovizia di particolari e disegnini su un block notes come venivano uccisi i giovani che correvano alla postazione dove si distribuiva il cibo.

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