Sparanise. Quando Papa Giovanni Paolo II ricordò la Madonna del Torello all’avvocato Umberto Castagna
(Paolo Mesolella) SPARANISE ha perso un bravo insegnante, un avvocato, una persona davvero perbene. Ci ha lasciato il prof. Umberto Castagna e non possiamo non ricordarlo. Ricordo infatti il 3 maggio del 2018, otto anni fa, quando arrivarono a Sparanise le reliquie di Papa Woytila, proprio alla vigilia della sua festa. E allora avemmo modo di conoscere il suo libro “la toga per i sentieri luminosi” ed il suo carteggio con il papa Giovanni Paolo II. C’è un filo invisibile, infatti, che lega Sparanise al Santo Padre Giovanni Paolo II. C’è un filo d’oro che lega papa Woytila agli sparanisani: è la devozione per la Madonna del Torello, apparsa in paese l’8 febbraio 1899. Filomena Candelora, una piccola baby sitter di 9 anni, stava accompagnando Pasqualina Picillo di 2 anni, (l’ultima dei sei bambini che accudiva) al fondo Torello, di proprietà di Salvatore Micillo, quando le apparve la Madonna: ed era tutta luce e splendente come il sole. Anche papa Woityla conobbe la Madonna del Torello e ne fu devoto. C’è una preziosa lettera inviata dalla Segreteria di Stato della Santa Sede il 4 settembre 1992 all’avvocato Umberto Castagna che ne è la più bella testimonianza. Nella lettera, pubblicata nel libro:”La toga per i sentieri luminosi” , si legge: “Il Santo Padre (Giovani Paolo II), informato dei fervidi voti inviati da lei per la sua salute, ne ha tratto viva consolazione. Egli pertanto, mi ha incaricato di esprimerle la sua commossa gratitudine, soprattutto per l’offerta di speciali preghiere all’Altissima Madonna Addolorata del Torello di Sparanise. (…) Firmato: Mons. P. Sardi, Assessore Vaticano. Si ricorderà che in quegli anni, il santo Padre non stava bene: nell’estate del 1992 gli fu rimosso un tumore benigno al colon, nel 1993 si slogò una spalla, nel 1994 si ruppe il femore destro, nel 1995 fu sottoposto ad un intervento di appendicite, dopodiché nel 1991 si ammalò di Parkinson. E poi altri problemi di salute che lo portarono alla morte il 2 aprile 2005. Già in un’altra occasione, comunque, l’avvocato Umberto Castagna aveva avuto modo di scrivere al Santo Padre e di avere da lui una risposta: fu nel maggio 1981, per esempio, a pochi giorni dall’attentato subito dal papa il 13 maggio 1981 da parte di Alì Agca, il killer turco che gli sparò tre colpi di pistola in piazza San Pietro, durante un’udienza generale. Woityła sopravvisse all’attentato dopo un intervento di circa 6 ore . Un altro tentativo di assassinio di Giovanni Paolo II avvenne il 12 maggio 1982 a Fatima: un uomo riuscì a colpire di striscio il papa con una baionetta, prima di essere fermato dalla sicurezza. Era un sacerdote spagnolo di nome Juan María Fernández y Krohn, che si opponeva alle riforme del Concilio Vaticano II. Ci sono tanti motivi quindi, per essere dispiaciuti per la morte improvvisa del prof. Umberto Castagna: per il suo amore per la toga, per la scuola, per Sparanise, per la Madonna del Torello alla quale ha dedicato numerose poesie e per il Santo Padre Papa Giovanni Paolo II che ha voluto bene nei momenti più difficili che lo portarono alla morte.

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