Sessa A. Enzo Buricco, il "Cantastorie Randaggio": la musica come destino dopo una vita sul filo del rasoio

Ci sono vicende umane che sembrano scritte apposta per diventare canzoni. Di Mauro Lucio Novelli
Quella di Enzo Buricco, conosciuto da tutti semplicemente come il «cantastorie Randaggio», non fa eccezione: una traiettoria intensa, fatta di strada, strappi improvvisi, rinascite e una chitarra sempre a portata di mano. Oggi, quella lunga esperienza di vita e d'anima trova finalmente forma nel suo primo progetto discografico ufficiale. Una memoria prodigiosa tra i vicoli del borgo Nato nel 1969 e cresciuto nel cuore di Sessa Aurunca, tra Corso Lucilio e il Quartiere Villa, Enzo scopre presto il peso della salita: la perdita prematura del padre segna gli anni della prima infanzia. A fare da contraltare c'è la vitalità vulcanica degli anni Settanta, trascorsi tra giochi per strada e la radio perennemente accesa. È proprio allora, ad appena sette anni, che emerge un orecchio musicale fuori dal comune. Durante un viaggio in auto con la zia Mena, il piccolo Enzo canticchia d'un fiato Il tango delle capinere. «Mamma mia, le conosce tutte!», esclama la zia ridendo. Una memoria prodigiosa che non lo lascerà più e che diventerà la sua vera bussola artistica. L'anima autodidatta e il mito della strada Senza mai frequentare accademie e dopo aver interrotto presto gli studi formali, Buricco si forma da autodidatta con una fame vorace di cultura e lettura. Impara a suonare la chitarra a orecchio, influenzato dal fratello maggiore e dai grandi maestri della canzone d'autore: Pierangelo Bertoli, Enzo Avitabile, Francesco De Gregori, Fabrizio De André e Lucio Battisti. La gioventù è un susseguirsi di movimento e passione: l'esperienza negli sbandieratori alimenta in lui un'autentica febbre da viaggio. Suona nelle piazze per il solo gusto di farlo. A diciotto anni compie un'impresa da romanzo: duemila chilometri in autostop fino ai Pirenei per raggiungere la ragazza di cui è innamorato. Un'esistenza sentimentale ricca e passionale che innerva molti dei suoi testi e che trova oggi un approdo sicuro nell'amore per la sua compagna. > «Per anni ho scritto brani senza sentire il bisogno di pubblicarli , dice Enzo Burricci , oggi voglio restituire agli altri la verità e la passione di quello che ho vissuto.» Cadute, riscatto e la rinascita della Fenice Prima dell'affermazione professionale, la quotidianità è fatta di mille mestieri: antennista, scaffalista, bagnino e manutentore. Ma il percorso non è privo di asperità; attraversa crisi profonde e momenti bui da cui riesce ogni volta a risollevarsi. Un'altalena esistenziale che sfocia prima in un grande riscatto lavorativo come manager di successo nel network marketing — dove affina doti comunicative fuori dal comune — e poi nel ritorno alle origini. Rallentati i ritmi di lavoro per motivi di salute e ritiratosi in una dimensione più intima e tranquilla accanto ai suoi cani, Buricco decide che è arrivato il momento di far ascoltare la propria voce. Prende così forma la trilogia discografica "La mia vita vissuta" (15 brani suddivisi in 3 EP). Il primo capitolo, "Il ritorno del guerriero" (disponibile in streaming su Spotify, Apple Music e YouTube), raccoglie cinque tracce in cui svetta la metafora della fenice: la dimostrazione che, con la chitarra in mano, è sempre possibile ricominciare. SCHEDA DISCOGRAFICA * Artista: Enzo Buricco (Il cantastorie Randaggio) * EP d'esordio: Il ritorno del guerriero * Tracce: * Il riposo del guerriero * Chi erano i PIER? * Angeli e rovesciate * Duemila chilometri * Il blues del mucone muschiato * Progetto complessivo: Trilogia "La mia vita vissuta" (3 EP / 15 brani) * Etichetta / Distribuzione: SG Music / DistroKid

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