Il MPV di Pescara, in occasione del 40° anniversario, presenta “In difesa dell’umano” dell’avvocato Enrico Pagano. Un interessante libro contro l’aborto.

(Paolo Mesolella) PESCARA L'aborto, la soppressione della vita nascente, sebbene legalizzata in Italia da trent'anni, è il risultato del relativismo psicologico post-moderno, di un pensiero debole che rinuncia al diritto alla vita,
per seguire gli interessi del più forte. Enrico Pagano, avvocato e attivista del movimento No194, con il suo libro “In difesa dell’umano”, Solfanelli editore, contesta questa maledetta legge 194 per la sua semantica mistificatrice e per il suo totale contrasto con il diritto naturale. Il libro, molto interessante e coraggioso, con una rigorosa e documentata argomentazione, è un “abecedario minimo” che ripercorre le radici filosofiche e ideologiche che hanno legalizzato questo “abominevole delitto” , e ricorda le gravi responsabilità politiche che hanno condotto a questo genocidio. Il libro, arricchito dalla presentazione di Costanza Mariano e dalla prefazione di Marina Casini Bandini, sarà presentato nel parco Villa Sabucchi, in Viale Bovio a Pascara, Domenica 20 settembre, alle ore 16.30, in occasione del 40° anniversario del Movimento per la Vita di Pescara. L’evento nasce grazie alla collaborazione tra il Movimento per la vita di Pescara e le associazioni Federvita, Abruzzo e Molise ed il Centro di Aiuto alla Vita di Pescara. Con l’autore interverranno la prof.ssa Maria Gina Fratalocchi, Presidente Federvita Abruzzo e Molise e Presidente del MPV di Pescara, la prof.ssa Patrizia Ciaburro, Presidente del CAV Pescara e la dott.ssa Annapaola Di Ienno, Presidente del MPV di Montesilvano con diretta dell’evento sulla pagina Facebook “Movimento per la vita e CAV di Pescara. Il libro affronta i profili etici, giuridici e sociali dell’IVG, di questo dramma che, con il pretesto di un diritto all'autodeterminazione della donna, miete sempre due vittime: la mamma, per il resto della sua esistenza ed il figlio che non vedrà mai la luce. Eppure le legislazioni che hanno preceduto la legge 194 (il codice penale Zanardelli ed il codice Rocco) prevedevano per la donna che interrompeva la gravidanza, la detenzione fino a 4 anni (art.381). E poi è giusto ricordare che ogni anno nel mondo vengono praticati 60 milioni di aborti, mentre 40 milioni sono i morti che causò la prima guerra mondiale. La precisazione ci consente di evidenziare un nesso tra le “lotte giuste” per la pace ed il diritto alla vita, al fine di evitare questo genocidio che si perpetua ogni anno. “In difesa dell’umano” di Enrico Pagano, fa seguito al precedente libro ”L’olocausto bianco” che passa in rassegna gli anni Settanta ed i mutamenti sociali, politici e legislativi successivi fino agli esiti della legge 194 e alle prospettive future. Due capitoli sono dedicati al rapporto dell'aborto con i media e al diritto naturale che va verso il nichilismo giuridico. Di fatto, la verità è che solo in Italia, sono nati quasi sei milioni di bambini in meno. Nel 1975 il CISA, fondato dalla Bonino, praticò 10 mila aborti illegalmente. I radicali inventarono cifre catastrofiche per ingigantire il fenomeno dell'aborto clandestino (che comunque non è stato eliminato). “Marco Pannella arrivò a parlare in televisione di 2 milioni di aborti clandestini all'anno. Una cifra da capogiro, ma che non era vera. Poi arrivò il compromesso politico che, per non compromettere la governabilità, portò ben 5 ministri democristiani (Andreotti, Anselmi, Bonifacio, Morlino e Pandolfi) a firmare a favore della morte contro l'assoluta intangibilità del diritto alla vita. Quelli di Enrico Pagano, quindi, sono due libri da leggere per capire i retroscena politici ed i compromessi morali che hanno permesso e continuano a permettere questo Olocausto bianco. Enrico Pagano è nato nel dicembre 1962 a Palermo. Dopo gli studi nei licei classici di Roma e Bari, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza a Milano dove esercita la pratica forense. Da 25 anni è giurista d'impresa a Milano dove vive con la sua famiglia. Pro life da sempre, ha iniziato la sua militanza attiva a favore della vita nel 2000 con l'associazione No194 del Presidente Pietro Guerini, anche lui noto avvocato.

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