Carinola. Un convegno su Padre Michele Piccirillo, l’archeologo della Terra Santa. Con Padre Claudio Bottini, il Vescovo Cirulli, l’archeologa Benelli e le hostess del Turismo di Sparanise

(Paolo Mesolella) CASANOVA DI CARINOLA - Ha impiegato 40 anni a scavare tra le macerie della Terra Santa, e in un clima non facile verso i Cristiani.
Grazie alle sue ricerche in Siria, Giordania e Palestina, è diventato l’archeologo più noto ed importante dei luoghi santi. Nel 1976 ha scoperto il pavimento del battistero paleo-bizantino sul monte Nebo, dove la tradizione vuole ci fosse il Memoriale di Mosè. Padre Michele Piccirillo, padre francescano, ordinato prete nel convento di Casanova di Carinola nel 1969, poi trasferito in Terra Santa, con i suoi studi e le sue ricerche archeologiche è diventato l’archeologo cristiano più noto a livello mondiale. Questa mattina a Casanova di Carinola, nel complesso monumentale di San Francesco, è stato ricordato con un interessante convegno di studi dal titolo “Padre Michele Piccirillo, l’archeologo di Terra Santa”. All’incontro sono intervenuti il Vescovo di Calvi, Teano, Caiazzo, Alife e Sessa Aurunca, mons. Giacomo Cirulli e numerosi studiosi,
commissari di Terra Santa e docenti dello Studio Biblico Francescano di Gerusalemme: il dott. Maurizio Paolella, il prof. Ennio Zerrillo,padre Gianfranco Quinto Ostuni, commissario Generale di Terra Santa, l’avv. Giuseppina De Biasio Sindaco di Carinola, Padre Claudio Bottini dello Studio Biblico Francescano di Gerusalemme, la dottoressa Carla Benelli, Archeologa dell’associazione ATS Pro Terra Santa, don Emilio Salvatore Preside della Facoltà Teologica Meridionale e vicario diocesano per la formazione. Molto interessanti gli interventi, in particolare quelli di Padre Claudio Bottini e della dott.ssa Carla Benelli. Il primo ha incontrato Padre Michele sul monte Nebo, mentre rinveniva il memoriale di Mosè. Padre Michele Piccirillo aveva fatto del Nebo il luogo più noto della Terra Promessa e vi aveva accompagnato in visita anche papa Giovanni Paolo II. L’archeologa Carla Benelli, invece, ha conosciuto padre Michele nel 1997 e gli è rimasta vicina nell’opera di recupero della memoria storica cristiana fino alla morte. Padre Michele Piccirillo, nato a Casanova di Carinola il 18 novembre 1944, è stato francescano della Custodia di Terra Santa e uno dei più importanti archeologi dell’Oriente Cristiano. Dopo il noviziato ad Emmaus e gli studi liceali a Betlemme, emise la professione solenne nel 1967 nel Cenacolo di Gerusalemme e fu ordinato sacerdote nel 1969. Dopo la licenza in Teologia all’Antoniano e quella in Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico, nel 1975 prese la laurea in Archeologia alla Sapienza a Roma. Rientrato a Gerusalemme, divenne docente allo Studium Biblicum francescanum e Direttore del Museo Archeologico della Flagellazione, diventando grande conoscitore dell’epigrafia greca, latina, siriaca ed araba. La sua attività scientifica iniziò in Giordania, dove condusse scavi sul Monte Nebo, riportando alla luce la Cappella del Battistero e i mosaici del VI secolo. Avviò ricerche anche a Jabel e a Umm, dove scoprì il celebre mosaico della chiesa di Santo Stefano con la serie delle città della Palestina, contribuendo al riconoscimento del sito come patrimonio Unesco. Lavorò anche a Madaba e in Siria per restaurare la chiesa dei santi Martiri di Taybat. Tra le sue numerose opere si ricordano: “Vangelo e archeologia” (Milano, 1998), “Mount Nebo” (Gerusalemme 1998), “Alle radici della fede e della Chiesa” (Gerusalemme 2000). “Io notaio Nicola de Martoni. Il pellegrinaggio ai luoghi santi da Carinola a Gerusalemme 1394” (Gerusalemme 2003), “La nuova Gerusalemme. Artigianato Palestinese al servizio dei Luoghi Santi” (Gerusalemme 2007), “la Palestina cristiana” (Bologna 2008). Morì a Livorno il 26 ottobre 2008. I suoi resti riposano, per sua volontà, sotto un albero frondoso nella pace del monte Nebo. Come ricordò padre Frederic Manns, Direttore emerito dello Studio Biblico di Gerusalemme, nella sua omelia al funerale: “Fu un uomo di dialogo con i musulmani e con gli archeologi ebrei che conosceva e con i quali condivideva la vocazione di Gerusalemme di fare di due popoli un solo popolo di figli di Dio. Essere figlio di Dio - diceva - significa rispettare l’altro, la sua cultura, le sue tradizioni”. Oggi i luoghi della predicazione di Gesù sono diventati teatro di guerra, incomprensione, ostilità, chiusura. In questo contesto Padre Michele Piccirillo era un seminatore della pace e della fratellanza di Cristo. All’evento hanno partecipato per l’accoglienza le alunne dell’Istituto Foscolo di Sparanise, indirizzo Turismo e Beni Culturali.

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