Un aquilone non è un drone: si vede.

(CAserta24ore) Pubblichiamo parte di questo bel post pubblicato da "Un palloncino viene considerato alla stregua di un aquilone, e un aquilone alla stregua di un drone
— con o senza esplosivi». Parola di Israel Katz, il ministro della difesa di Israele, lo stato responsabile di quel che succede a Gaza. «Chiunque organizzi, lanci o faciliti tali lanci sarà punito immediatamente e con la massima severità». Dunque i bambini? Il “chiunque” sono le bambine e i bambini di Gaza che fanno volare gli aquiloni in mezzo ai poco meno di cento milioni di tonnellate di macerie, causate dalle forze armate israeliane? Ne hanno già ammazzato oltre 21mila, in questa infinita strage degli innocenti, ma si vede che non bastano. Oltre 21mila bambine e bambini ammazzati in tre anni non bastano a Israele, e non bastano neanche a noi per fermare tutto. Fermarci. Non è giusto fare il paralello tra gli aquiloni che i bambini palestinesi a Gaza fanno volare, e i caccia che scaricano da tre anni, da quindici anni, da decenni bombe. Vorrebbe dire, di nuovo, usare una metafora che mette sempre la guerra al centro. No. Gli aquiloni sono aquiloni. Volano. Le forze armate israeliane ne hanno trovati quattro al di là delle porte dell’inferno di Gaza. Non c’erano esplosivi, non c’era niente. Ma erano quattro aquiloni che erano usciti dal campo di sterminio... Ma a loro non basta mai: devono umiliare, rompere gli aquiloni, chiudere il mare. Stop a tutto questo che ha cambiato tutto, anche dentro di noi. Il poeta palestinese Refaat Alareer scriveva anche sugli aquiloni: gli israeliani lo hanno ammazzato, il 6 dicembre 2023. I poeti, come gli aquiloni, fanno paura ?.

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