Truffe agli anziani. Il decalogo dei Carabinieri e l'alert nell'Agro Caleno

(gia.par.)
Con l'approssimarsi delle vacanze estive, aumenteranno i casi di truffa ai danni di persone che vivono sole e degli anziani, nonché i furti in ville e abitazioni lasciate vuote dai proprietari in vacanza. È questo l'allerta diramato dalle Forze dell'Ordine, anche nella provincia di Caserta e in particolare nella zona dell'Agro Caleno, dove, per la peculiarità del territorio, gli anziani sono maggiormente presi di mira dai malintenzionati.

Proprio a Calvi Risorta, negli scorsi giorni, una donna è stata vittima di un raggiro con la tecnica del "finto Carabiniere". In quel caso, è stato fatto credere telefonicamente alla vittima di avere una multa arretrata per un pagamento non dovuto del bollo auto; le è stato detto che, per bloccare il pignoramento del veicolo, avrebbe dovuto consegnare una somma di denaro o beni di valore in cauzione a un incaricato che sarebbe passato di lì a breve. Insomma, una truffa tra le tante, alcune anche fantasiose. La più diffusa rimane quella del "falso nipote", dove si fa credere che un familiare che vive fuori sia stato vittima di un incidente. Il fine ultimo di tutte queste truffe è sempre lo stesso: ottenere denaro o beni di valore.

Ma come fanno a mettere in atto questi raggiri? Sul "dark web", quella parte di Internet non accessibile dai motori di ricerca, sono in vendita dossier contenenti dati personali di numerosi cittadini. Ad esempio, all'inizio della guerra in Ucraina, si ritiene che presunti hacker russi abbiano violato i database dell'INPS, del Sistema Sanitario e del Ministero dei Trasporti. Solitamente lo fanno ai danni di aziende private per chiedere un riscatto, ma in quel caso, essendo il fine quello di danneggiare l'Italia, paese ritenuto ostile, i dati furono pubblicati online sul dark web. Numeri di telefono, indirizzi, residenze di anziani soli e dati di autovetture furono, e forse sono ancora, a disposizione dei truffatori.

A volte, tuttavia, siamo noi stessi a fornire i nostri dati a questi criminali, che li usano per carpire informazioni su parentele, abitudini ed età. Lo facciamo inconsapevolmente attraverso i social network. Altre volte, gli hacker entrano "in casa" violando le nostre telecamere di sicurezza. In pochi sanno cosa significhi aggiornare il firmware di una telecamera (come le diffuse Tapo) o semplicemente impostare una password robusta per proteggere l'accesso ai video in diretta delle nostre abitazioni. I malintenzionati possono così accedere virtualmente alle stanze dove sono installate le telecamere, arrivando paradossalmente a sorvegliarci.

Come tutelarsi? Per quanto riguarda i dossieraggi già in circolazione, purtroppo poco possiamo fare: l'infrastruttura informatica italiana dipende spesso da altri Paesi e la nostra rete risulta vulnerabile. Inoltre, chi vende sicurezza raramente rende chiari i codici sorgenti delle applicazioni che gestiscono i nostri dispositivi agli installatori.

Affidiamoci quindi al decalogo dei Carabinieri (CLICCA QUI PER SCARICARLO), pubblicato qualche anno fa ma sempre attuale; ma la regola principale, nel caso ci si accorga della truffa, è prendere tempo e chiamare un familiare. Se non ci si riesce perché i truffatori tentano di bloccare la linea telefonica, bisogna chiamare i vicini urlando dalla finestra. Quando si ricevono chiamate da call center o da persone sconosciute, occorre riagganciare subito, dichiarando di non essere interessati. Quando bussano alla porta per notifiche (ad esempio relative a rifiuti o utenze idriche), limitiamoci a ritirare l'atto e chiudiamo immediatamente. Insomma, serve buon senso, senza lasciarsi prendere dal panico; tuttavia, per un ultrasettantenne mantenere la lucidità non è sempre facile, bisogna quindi, non lasciare soli gli anziani, sopratutto in questo periodo di vacanze estive.

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