(Caserta24ore) SANTA MARIA CAPUA VETERE. La piazza dell'Anfiteatro Campano fu teatro di un primato tragico: l'ultima esecuzione capitale per ghigliottina della storia d'Italia. Era il 1875, sul palco c'era Carmine De Marco, membro della banda Fusco, condannato per l'omicidio del capitano della Guardia Nazionale di Riardo. A eseguire la sentenza, Pietro Iorio, boia salernitano che da 45 anni esercitava questo mestiere e che abitava proprio nella piazza dell'Anfiteatro — sul cui terrazzo, si narra, custodiva una testa di terracotta per ogni condannato giustiziato. La notizia, riportata da La Stampa il 4 luglio 1913 riprendendo la testimonianza di un cronista de La Tribuna, racconta una folla immensa, la guarnigione al completo, truppe giunte da Napoli, gente accorsa da Capua, Caserta e dai paesi vicini. Il condannato uscì dal carcere a occhi bendati, tra il silenzio terrorizzato della folla. Da allora, la pena capitale per ghigliottina scomparve dall'Italia. La ghigliottina era arrivata a Santa Maria nel 1809, sotto Giuseppe Bonaparte, insieme al Tribunale che fece della città il capoluogo di Terra di Lavoro. Foto e notizia estratti dal sito www.giovannilaurenza.com
Quella ritratta è la vera ghigliottina utilizzata per l'ultima esecuzione capitale a Santa Maria Capua Vetere.

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