Patti Smith emozionata visita Papa Leone con la Croce al collo

(di Paolo Mesolella) Una notizia che ci piace: la sacerdotessa del rock , l’americana Patti Smith, ha voluto far visita a papa Leone, anche lui americano di Chicago
. Venerdì mattina, papa Leone XIV l’ha ricevuta in una lunga udienza privata dopo il suo ultimo concerto al Circo Massimo a Roma. La cantautrice e poetessa americana si è presentata al Santo Padre emozionata e con una croce al collo. Da sempre impegnata sui temi della pace e della giustizia sociale, Patti Smith ha incontrato il Papa in più occasioni e ha espresso sempre pubblicamente il suo apprezzamento per il “fratello” americano ed il suo messaggio di fraternità, misericordia ed attenzione agli ultimi. Un buona occasione per ricordare la poetessa Patti Smith che aveva ereditato dal modo poetico underground di New York il sesso e la droga in un contesto di alienazione urbana. Salita alla ribalta internazionale come star del rock e del punk, la sua poesia ha espresso (almeno fino alla raccolta “Seventhh heaven”), un’ispirazione poetica dissacratrice, blasfema, di una verità bruciata in ritmi esasperati. Una poesia che emerge dai contesti dell’alienazione urbana, si libera e deborda in una domanda panica di sesso. Una poesia di stimolo fisico, nel quale prendono ispirazione i suoi testi: dai Doors a Bob Dylan, dal pop al blues, dai motivi biblici e medievali agli elementi primordiali costitutivi dell’universo. Dietro al suo urlo rabbioso e distruttivo, sotteso al violento rock, si nasconde un potente desiderio di vita. “Dio, scrive all’inizio del suo “Seventh heaven”, creò il settimo cielo e lo fece sorvegliare da una puttana e un aeroplano”. Poesie come Settimo cielo, (dove Maria Maddalena è puttana di Cristo), Sally (con le mutande strappate), Giovanna d’Arco (che si sente di merda) Ragazza problematica (Ho bisogno di una puttana non di una lesbicona maschiaccia), Cocaina e tante altre scritte a 26 anni nel 1972 (oggi ne ha 80) ci lasciavano senza parole. Erano più belle altre poesie, dedicate a Marianne Faithfull, Amelia Earbart, Jim Morrison, Bob Dylan. Era una donna con dentro la forza e la rabbia di un uomo. Scrive nella poesia “Donna”, dell’aprile del 1967, a 21 anni:”Donna. Sentirsi uomo. Sin da quanto senti il bisogno di scegliere/ avrei scelto il maschile. Sentivo i ritmi di un ragazzo quando portavo i pantaloni corti. Perciò me li mettevo sempre/. I miei indumenti intimi mi facevano arrossire../ Andavo in giro con un branco di lupi. I grembiulini mi facevano vomitare./ Il seno che cresceva era un incubo./ Con rabbia mi tagliai tutti i capelli e in ginocchio davanti a Dio lo invocai di ridarmi alla mia razza barbara. La razza maschile./ma lui mi iniettò dentro tutte le caratteristiche del mio genere. focosa. languida. capricciosa. infilarsi dentro le gonne estive. sanguinare. venire”.

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