(Paolo Mesolella) FIDENZA (Parma) 205 anni fa, ci ha lasciati l'abate Pietro Zani, morto il 12 agosto del 1821 a Fidenza, in provincia di Parma. Volevo andare a trovarlo al cimitero. Sono arrivato in chiesa insieme agli addetti alle pulizie che non mi volevano far entrare prima di pulire il pavimento dal guano dei piccioni. Effettivamente non sapevo dove mettere i piedi. Mi hanno lasciato sostare un attimo da solo, il tempo di fare una foto, ma non per togliere la rosa del 2010 – che era ancora lì - e metterne una fresca... Sapevo che in tanti volevano bene all'Abate e lo andavano a trovare ma quest’anno ho dovuto rinunciare a farlo. Farò più in là un altro viaggio. Intanto mi è venuto in mente qualche ricordo di questo povero abate tratto da una delle mie due biografie. Era un abate che ha vissuto una vita straordinaria e che per il suo amore per l'arte e per le stampe, nel Settecento ha visitato le più grandi città d'Europa (da Vienna a Dresda, a Parigi) e ha conosciuto i più grandi dell'epoca: da Maria Luigia a Napoleone, da Canova a Goldoni. Fu amico di artisti, capi di Stato, papi, principi, bibliotecari ed amanti delle Belle Lettere: Don Filippo e Don Ferdinando di Borbone, Enrichetta D’Este e Maria Luigia, papa Pio VI e l’imperatore Francesco I. E poi gli artisti Angelo Del Verme, il Penati, Canova, Unterberger, Giuseppe Cades ed Angelica Hauffmann. Si rimane colpiti dalla sua vita avventurosa e dal suo essere un abate molto particolare. Non solo chierico, ma anche artista, storico, storico dell’arte e poeta. Spese sei lustri della sua vita in un immane lavoro di ricerca sull'arte; conobbe gli uomini più potenti del tempo e viaggiò per l’Italia e per l’Europa per compilare l’Enciclopedia metodica delle Belle Arti. Un’opera grandiosa, composta da un “Catalogo universale delle stampe classiche antiche e moderne” in 9 volumi ed un “Indice alfabetico” di oltre 40 mila artisti in 19 volumi. Nacque povero, ma fece della “Costanza e dell'impegno” la sua ricchezza. Le sue mani, con una fatica che noi non conosciamo più, hanno scritto migliaia di pagine, con la penna d’oca, al lume di candela. Cercava e studiava senza sosta libri, manoscritti, gazzette, stampe ed opere d’arte. Girò a piedi l'Europa e si documentò, presso le più importanti raccolte d’Arte, sull’incisione, di cui era considerato il più grande esperto del tempo. Tra il 1817 ed il 1824 videro la luce a Parma, con i caratteri del Bodoni, ventotto volumi della sua monumentale opera che riporta i dati di quarantamila artisti.

Commenti
Posta un commento