Napoli. Il 10 agosto visitiamo la basilica di San Lorenzo. Di qui passarono Boccaccio (Fiammetta) e Petrarca.

(Paolo Mesolella) NAPOLI Il 10 agosto è il giorno d
ella festa di San Lorenzo. O meglio: la notte delle stelle cadenti. A Napoli è possibile guardare le stelle dal Miseno oppure dall’Osservatorio astronomico di Capodimonte. Ma a me domani piace andare in visita alla Basilica di san Lorenzo Maggiore. E’ il posto di Napoli dove meglio si ricorda e si festeggia San Lorenzo. Il complesso monastico sorge sui resti della vecchia Neapolis. Dal chiostro infatti è possibile accedere agli scavi greco- romani o al convento dove sono passati personaggi straordinari. Qui infatti il poeta Giovanni Boccaccio incontrò della napoletana Maria d’Aquino figlia naturale di Roberto D’Angiò, che ispirò il personaggio di Fiammetta, la sua musa e protagonista del Decamerone. L’incontro avvenne il 30 marzo del 1336, era un sabato Santo e bastò un suo sguardo a far innamorare il Boccaccio. Il poeta lo ricorda nella sua “Elegia di Madonna Fiammetta”, romanzo del 1343, dove in un passo descrive proprio l’incontro tra Maria, la nobildonna napoletana e lui giovane fiorentino mentre si trovava in chiesa. Ma a lei il poeta dedicò anche altre opere come il Filostrato, il Teseida, il Filoloco e il Ninfale d’Ameto, oltre ad essere una delle novellatrici del Decamerone e ad essere la donna che ispirò il poeta nell’Amorosa Visione. Boccaccio arrivò a Napoli, alla corte dei d’Angiò nel 1327 e aveva quattordici anni. Era affascinato dalla quotidianità dei napoletani, dalle loro abitudini e dalla vita nei quartieri. Non a caso fu l’autore della prima testimonianza della lingua napoletana nella sua “Epistola napoletana”, scritta tutta in napoletano con un breve preambolo in lingua toscana. A San Lorenzo soggiornò anche il poeta Francesco Petrarca, come lui stesso ricorda in una lettera che scrisse all’amico cardinale Giovanni Colonna, durante il suo soggiorno a Napoli nel 1373, sette anni dopo quello del Boccaccio. Il Petrarca purtroppo vi soggiornò male, proprio durante l’uragano del 25 novembre, che lo terrorizzò e lo fece letteralmente scappare da Napoli. In questo convento don Pedro de Toledo istituì l’Inquisizione a Napoli e dal campanile del convento Masaniello parlava alla folla durante la sua rivoluzione.

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