Il 15 agosto di 90 anni fa moriva Grazia Deledda, unica donna italiana vincitrice del Nobel. Ricordiamo il suo romanzo “La chiesa della solitudine”

(di Paolo Mesolella) C’è un romanzo nella ricca bibliografia di Grazia Deledda che non può essere dimenticato. Lo pubblicò prima della sua morte e ha come protagonista “Concezione”, una donna colpita da un tumore al seno come lei,
perché anche lei visse gli ultimi anni della sua vita lottando con un tumore al seno che la portò ad una morte dolorosa. Il romanzo “La chiesa della solitudine” quindi rappresenta una sorta di testamento spirituale della grande scrittrice sarda. La sua chiesa della solitudine è il Santuario di Nuoro dove oggi riposano le sue spoglie e dove la scrittrice si recava spesso davanti all'effige dell’Addolorata per trovare conforto. Anche lei, come la protagonista, si era affidata alla Vergine con le sue invocazioni riportate nel libro
. La sua “Ave Maria” del resto, la compose per la Madonna del Monte ed è nota anche la sua devozione per il Carmelo e per la leggenda sarda della Mater Boni Consilii. La poesia dell’”Ave Maria in montagna” la dedicò nel 1893 alla Madonna del santuario di Nuoro, la Madonna del Monte ed è stata pubblicata nella raccolta “Versi e poesie giovanili”. La scrittrice e poetessa, morì il 15 agosto 1936, il giorno dell’Assunta ed aveva 64 anni. Fu la madre Francesca ad affidarla alla Madonna, dandole il nome di “Grazia” e Maria e portandola di frequente al santuario di Santa Maria della solitudine davanti all’antica effige dell’Addolorata. Era nata il 27 settembre 1871, quinta di sette figli. L’11 gennaio 1900 si sposò ed ebbe due figli.
Dopo le nozze lasciò la Sardegna per andare a Roma dove scisse le sue opere più note: “Elias Portolu (1903), Cenere (1904), Canne al vento (1913), Marianna Sirca (1915), La Madre (1920), Il Dio dei viventi (1922). I suoi romanzi rivelano la fragilità degli uomini che sono delle “canne al vento” di fronte al concatenarsi degli eventi. Ma i suoi personaggi, sebbene sbattuti dal vento, sono sempre influenzati dallo spirito e dalla grazia divina. Sono molto belli anche i suoi racconti “La Madonna del Topo, la cui immagine fermò un’invasione di ratti nei campi di grano, Festa al convento, il Dono di Natale.
Il romanzo “La chiesa della solitudine” fu pubblicato lo stesso anno della sua morte. E’ la storia di Concezione, colpita da un cancro al seno, lo stesso cancro che uccise la scrittrice. E per tre volte, nel romanzo, Concezione recitò l’Ave Maria per trarne conforto, alla Madonna della Solitudine sul cui santuario oggi è sepolta. La statua dell’Addolorata, coperta da un lungo mantello azzurro, porta in braccio Gesù Bambino. Scrisse nel romanzo “Elias Portolu: ”L’uomo può soccombere e giungere allo scacco e al naufragio, ma può anche decidere di fare il salto, scegliendo il rischio della fede e il mistero di Dio”. Lei scelse di fare il salto.

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