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Accade tra le mura domestiche della nostra Provincia. Una donna anziana, presumibilmente affetta dal morbo di Alzheimer, sveglia di continuo il marito, un uomo di quasi novant'anni.
L'anziano è stato ritrovato nel pomeriggio, seduto sotto un albero, da chi ci ha segnalato il caso. Egli si è però rifiutato di essere accompagnato a casa o di avvisare i propri parenti, preferendo la solitudine alla convivenza forzata.
Accade anche questo a Ferragosto, mentre il resto del mondo festeggia.
La privazione del sonno è riconosciuta a livello internazionale come una forma di tortura o di trattamento crudele, inumano e degradante. Secondo il diritto internazionale, in particolare la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, già nel 1984 è stato stabilito che qualsiasi atto volto a infliggere dolore o sofferenze acute, fisiche o mentali, rientra a pieno titolo in questa definizione.
La privazione del sonno, ottenuta svegliando il malcapitato di continuo, rientra in questa definizione poiché causa gravi sofferenze psicofisiche, compromettendo le funzioni cognitive, la stabilità emotiva e la salute generale.
Questa pratica è stata condannata da diversi organismi internazionali, tra cui il Comitato contro la tortura dell'ONU e la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, i quali hanno più volte ribadito che le tecniche di interrogatorio o di costrizione basate sulla privazione del sonno violano i diritti umani fondamentali.
Ma tornando al caso dell'anziano parliamoci chiaro: un uomo di quasi novant’anni, privato del sonno e portato allo sfinimento, non può essere considerato automaticamente in grado di sostenere sulle proprie spalle l’assistenza di una persona con demenza. E una donna con Alzheimer ha a sua volta diritto a cure e assistenza adeguate. Questa vicenda rappresenta perfettamente ciò che tanti caregiver familiari denunciano da anni: quando servizi, istituzioni e sostegni domiciliari non sono sufficienti, tutto viene scaricato sulla famiglia fino al punto di rottura. Prima di cercare un colpevole dentro quella casa, bisognerebbe chiedersi dove fossero i servizi e chi avrebbe dovuto accorgersi che quella famiglia non era più in grado di reggere da sola un peso così enorme.

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