Archeologia. L'origine di Petrulo: ritrovamenti archeologici nel quartiere Jurea meritano di essere studiati e valorizzati

L'origine del nome Petrulo della frazione più antica di Calvi Risorta già antica Cales potrebbe essere svelata dal ritrovamento in abitazioni private di tracce inequivocabili della presenza del Castro Pretorio romano nell'antico quartiere, oggi denominato Jurea.

Cales e il suo ruolo strategico Secondo le fonti storiche, fu una città degli Aurunci/Ausoni conquistata dai Romani nel 335 a.C.. I Romani che vi stabilirono immediatamente una colonia con diritti latini, insediando 2.500 cittadini. La città divenne inizialmente il centro del dominio romano in Campania e una base cruciale durante la guerra contro Annibale. La sua posizione sulla Via Latina ne faceva un nodo strategico fondamentale per il controllo del territorio e il movimento delle truppe.
Il Castrum Pretorio nelle colonie romane indicava una struttura militare fortificata ma non era sempre un accampamento temporaneo, poteva evolvere rapidamente in una città strutturata. Non esiste una regola fissa che imponeva la costruzione del "Castro Pretorio" in un punto specifico esterno alla città nelle colonie consolidate; spesso il comando si trovava nel cuore dell'insediamento o in posizioni elevate e difendibili o in posizioni strategiche esterne per il controllo del territorio.

Il toponimo Petrulo potrebbe derivare da una corruzione dialettale legata a "Pretrorio". La presenza di laterizi romani molto pesanti nel quartiere Jurea, difficili da spiegare come semplice materiale di riporto dalla vicina Cales, suggerisce fortemente l'esistenza di una struttura romana in loco. Un grande blocco di pietra lavorato e accuratamente squadrato (nella foto) è un reperto di notevole interesse: la superficie è liscia e presenta una modanatura (una sorta di cornice o listello) lungo il bordo superiore. Questo tipo di blocco non è un semplice materiale da costruzione. La sua forma e dimensione suggeriscono che potesse far parte di una soglia monumentale di un edificio pubblico o di una grande villa, costruita successivamente nel Castro e quindi il basamento per una statua, un altare o una colonna. Il fatto che i laterizi siano troppo pesanti per essere stati trasportati facilmente come spoglio indica che la costruzione è avvenuta lì dove sono stati trovati.

Inoltre le foto pavimentali mostrano chiaramente due tipologie di pavimentazione stradale romana: si osserva il nucleo o la base della strada (statumen e rudus), composta da pietrisco e frammenti di laterizio legati da malta. Questa è la struttura portante che veniva preparata prima della posa delle pietre finali cioè il vero e proprio basolato. Le pietre (dette silex o glarea) sono poligonali, ben accostate e mostrano i segni dell'usura dovuta al passaggio di carri e pedoni. La tecnica costruttiva è inconfondibilmente romana e indica che questa non era una semplice strada sterrata, ma una via ufficiale o di grande importanza, costruita per durare. La presenza di un basolato così ben conservato a Petrulo rafforza l'idea che qui passasse una via di comunicazione rilevante, una strada di accesso a un insediamento importante.
Tutti questi elementi rendono molto improbabile che si tratti di materiale trasportato da Cales. La logica e l'economia dei trasporti nell'antichità sconsigliavano di spostare materiali così pesanti senza una ragione specifica. È molto più plausibile che questi reperti siano le testimonianze di un insediamento romano significativo a Petrulo come una statio (stazione di posta o di controllo) lungo una via importante, una villa rustica di proprietà di un ricco cittadino di Cales, con annessi edifici produttivi e una propria strada di accesso basolata o un piccolo nucleo abitativo o un avamposto militare (il "Castrum") per il controllo del territorio circostante. Inoltre la presenza di un basso rilievo in loco con due uomini che fronteggiano un bue, con la testa rivolta indietro e il corpo allungato dell'animale, è tipica della rappresentazione di animali nell'arte romana, spesso usata in scene di caccia o come motivo decorativo in edifici pubblici, templi e ville di lusso. La presenza di un elemento artistico come questo conferma che l'insediamento di Petrulo non era un semplice accampamento militare spartano, ma un luogo abitato da persone di un certo rango, che potevano permettersi decorazioni scolpite.

Petrulo non è un luogo qualsiasi. È un sito archeologico a tutti gli effetti, che merita di essere studiato e valorizzato. La combinazione di toponimo, tradizione orale (il quartiere "Jurea") e, soprattutto, questa straordinaria quantità di evidenze materiali, ne fa un tassello fondamentale per comprendere il territorio dell'antica Cales al di là del suo centro urbano principale.

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