(di Paolo Mesolella) C’è un episodio della vita di san Domenico che mi fa piacere ricordare. Di nobile famiglia, bello e colto, (la sua ricchezza erano i libri che non esitò a vendere per dare il cibo agli affamati), cambiò vita quando entrò in contatto con gli eretici Albigesi, Catari e Patarini assai diffusi in Linguadoca. I missionari cistercensi arrivarono in Linguadoca ben equipaggiati, ma lui disse: ”Ecco i ministri a cavallo di un Dio che camminava a piedi” ed ebbe l’idea di fondare un ordine di frati poveri e studiosi affinché potessero predicare la dottrina cristiana non soltanto a parole ma con l’esempio della loro vita. E lui fu il primo a dare l’esempio, camminando a piedi nudi, dormendo per terra, digiunando e vivendo di elemosina. Nelle sue peregrinazioni si soffermava volentieri a parlare con i più umili i poveri, i carrettieri, i facchini proponendo a tutti di parlare di Dio. Papa Onorio III (lo stesso di San Francesco) approvò il suo ordine dei Predicatori, posto sotto la regola di Sant’Agostino e nel 1234, a tredici anni dalla morte, lo proclamò Santo.
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