10 agosto San Lorenzo, il santo delle 34 chiese a Roma. il santo che distribuiva il pane ai poveri

(Paolo Mesolella) ROMA Nemmeno San Pietro e San Paolo a Roma hanno avuto un così grande onore: ben 34 chiese a lui dedicate.
Negli “Atti del martirio di San Lorenzo”, infatti, si legge che il martire, prima di essere disteso sulla graticola e messo a bruciare sui carboni ardenti, volle pregare per Roma. E la città gli è stata grata per questo atto d’amore, dedicandogli ben trentaquattro chiese, la prima delle quali eretta sul luogo del martirio, “in agro Verano”, l’attuale cimitero romano. Tanto onore non l’hanno avuto nemmeno gli stessi patroni principali di Roma, San Pietro e San Paolo. A Roma, del resto, fino al secolo scorso la festa di San Lorenzo era una festa di precetto. L’immagine più popolare del santo è quella che ci tramandano gli affreschi del Beato Angelico nella Cappella Vaticana di Papa Nicolò V, che lo ritrae mentre distribuisce ai poveri le collette dei cristiani di Roma. Questa infatti era una delle mansioni dei diaconi e Lorenzo, nominato arcidiacono da Papa Sisto II era stato assegnato ai poveri di Roma. Quando l’imperatore – si legge nella Passio - impose a Lorenzo di consegnargli i suoi tesori, lui radunò davanti all’imperatore Valeriano un gruppo di straccioni esclamando:” Eccoli i miei tesori che non diminuiscono mai e li puoi trovare dappertutto”. Le fruste, le fiamme, le catene e i tormenti non riuscirono a fargli abbandonare la fede in Cristo. Il papa, ammirò le sue virtù e gli eresse una seconda chiesa sulle rovine del Teatro di Pompeo, facendo per lui la prima eccezione: nessun martire, infatti, prima di lui aveva avuto una chiesa in un luogo diverso da quello del martirio che per lui arrivò il 10 agosto 258.

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