Sparanise. Una borsa di studio intitolata a Vitaliano Ranucci. Il racconto delle sue opere e delle sue sperimentazioni.
(di Paolo Mesolella) SPARANISE Lunedì 13 luglio prossimo, alle ore 19, nell’aula consiliare, l’amministrazione comunale di Sparanise consegnerà una borsa di studio agli studenti per ricordare Vitaliano Ranucci, a tre anni dalla sua morte avvenuta l’11 luglio 2023. Una buona occasione per ricordare il bravo artista, lo storico e lo scrittore. A volte infatti capita di trovarti tra le mani un libro che ti sorprende. Un libro che non ti aspettavi, ma che ti lascia stupito. E’ questo il caso di “Ritratto d’Artista”, il bel libro di Vitaliano Ranucci, pittore, incisore, scultore e storico sparanisano, del quale scopri improvvisamente un’arte poliedrica e delle opere che non conoscevi e che non ti aspettavi. Il libro, assolutamente da rileggere, è il racconto della sua vita di artista del Sud ma è anche un viaggio affascinante tra le sue numerose opere e le sue sperimentazioni. Oggi 11 luglio che Vitaliano, tre anni fa, ci ha lasciati, mi è venuto in mente quel suo bellissimo libro e la gioia che provò quando lo pubblicò. Vitaliano ci lasciò ma il suo altruismo, la sua passione, la sua arte è rimasta tra noi nelle sue opere, nelle sue iniziative che hanno vivacizzato negli anni il paese. Mi piacciono le sue opere come mi affascinavano le sue sperimentazioni, le sue iniziative culturali. Di Vitaliano Ranucci infatti conoscevo i lavori a sbalzo su lamine di alluminio dorato e argentato e le pitture su tavole di legno a tema sacro raffiguranti la Madonna, la Crocifissione, l’Annunciazione, la Deposizione, ma non conoscevo i suoi acquerelli, i suoi affreschi pompeiani, i suoi lavori su vetro, i suoi disegni con “le matite grasse”. Vitaliano del resto, era un esperto incisore ed ha legato il suo nome all’invenzione di una tecnica del tutto personale: la punta meccanica. Mi piacciono i suoi temi: il lavoro umile, la vecchiaia, le sue donne contadine che seminano il grano, che vanno al mercato, che stendono il bucato, le sue Madonne come la bellissima “Vergine con Bambino”. Ma sono belli anche i suoi contadini, gli operai in cantiere, i suoi borghi rocciosi: immagini di un tempo che ritornava nella mente e nelle opere dell’artista creando un senso di struggente nostalgia per un passato che è rimasto solo nella mente dei poeti come lui. Il contadino che ara il campo con il vomere trainato dai buoi, il mietitore, l’asinello che trasporta un carretto, gli uomini che bevono vino rosso all’osteria, le donne anziane sedute sull’uscio di casa a chiacchierare, le raccoglitrici di olive, rappresentano tante scene di vita di un paese, Sparanise, che è molto cambiato : non vi sono più casolari diroccati, osterie, strade di pietra, scalpellini e impagliatori. Oggi i palazzi, i bar , i cantieri e l’asfalto ci hanno tolto tutta la poesia che il libro di Vitaliano Ranucci trasmette. Certo il libro non racchiude tutte le opere di Vitaliano, perché tanti suoi lavori sono dispersi in numerose città italiane e nel mondo (a Parigi, Amsterdam, Svizzera, Berlino, Canada, Stati Uniti e in Burundi), ma è interessante perché presenta anche opere ad affresco eseguite direttamente sull’intonaco. Il colore in questo modo viene assorbito chimicamente e resta per un tempo illimitato. Affreschi ed acquerelli che rappresentano temi in stile pompeiano e pareti sulle quali affiorano immagini sacre come Crocifissi e santi. Una sua opera è stata donata dall’amministrazione comunale di Sparanise al Comune di Marzabotto in occasione del 35° anniversario dell’eccidio nazista. Spiegava Vitaliano nell’introduzione a quel libro: “Credo di aver scoperto, alla fine, la vera essenza dell’arte, specialmente con l’incisione, anche perché devo dire, coincide con il periodo di un preoccupante, progressivo abbassamento della mia vista. L’incisione infatti non ha bisogno di luce, né di colori, mentre, invece, la lastra da “ferire” ti mette “a tu per tu” con un elemento duro su cui esercitare forza se non addirittura violenza, per far uscire un’anima. Ripensando oggi a tutti questi miei quadri messi in fila, rifletto su cosa sia stato non solo il mio percorso artistico, ma anche la mia vita, proprio con la riscoperta, ricorrente col passare degli anni, dei luoghi della memoria che parlano di volti, di luoghi, di mestieri, della mia terra e purtroppo, della sua progressiva aggressione ambientale”. A Sparanise Vitaliano ha riservato un posto particolare, il paese dove ha vissuto 79 anni e del quale ha parlato nelle sue opere. A Sparanise ha donato opere preziose come il bel monumento di marmo in ricordo dell’Eccidio nazista del 22 ottobre 1943, la Madonna Immacolata, opera in ceramica posta sul sagrato della chiesa Madre e il bel San Vitaliano, custodito nella cappella votiva di via San Vito. Nel libro, presentato in occasione del cinquantesimo anno della sua attività di incisore gli amici scrivono “Ci è sembrato doveroso, presentare questo catalogo per manifestare il nostro più vivo ringraziamento per l’opera di un amico e di un artista che da anni, sia pure in tutta umiltà, ma animato da un amore sviscerato per la nostra terra, è impegnato alla ricerca delle nostre radici”. Queste parole sono ancora più vere oggi che Vitaliano ci ha lasciati: un artista umile che amava Sparanise con tutto il cuore.


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