Salernitano. Omicidio Esposito: il razzismo territoriale dei media italiani, dubbi sul movente del delitto
C’è stata una svolta nell’omicidio efferato del giornalista salernitano Luca Esposito il cui corpo è stato ritrovato bruciato nelle campagne del Cilento la scorsa settimana.
A livello locale e regionale durante questa settimana se n’è parlato molto, come giusto che sia, ma a livello nazionale, come spesso accade, solo piccoli trafiletti.
Non è la prima volta che i mainstream nazionali sembrano vogliano ignorare gli avvenimenti di cronaca nera che accadono nel Mezzogiorno d’Italia. Da una parte va bene perché così si evitano fiumi di parole che spesso ‘inzozzano’ la memoria delle vittime, ma non parlarne affatto quasi a considerare tali fatti una sorta di normalità per il Sud Italia, marca un po’ a razzismo territoriale.
Per la cronaca secondo le ultime indiscrezioni trapelate dagli inquirenti l’omicidio pare sia opera di un tunisino di 26 anni che in presenza del proprio avvocato ha confessato il delitto, ma non ha fornito una versione sul movente.

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