(Maria Grazia Capanna) È il giorno per essere felici mangiando il cibo degli dèi, riscoprendo la sua lunga storia. Conosciuta anche come World Chocolate Day, questa ricorrenza rende omaggio a uno degli alimenti più amati sulla Terra e ricorda, secondo la tradizione più diffusa, la nascita della prima tavoletta di cioccolato nel 1847. Voluta nel 2009, celebra l'arrivo del cioccolato come una rivoluzione, nonostante l'iniziale ritrosia degli europei dell'uso dei semi di cacao che secondo gli Aztechi ed i Maya avevano poteri taumaturgici ed afrodisiaci e perciò definito “cibo degli dèi” e considerato sacro. Fu Il conquistador Hernán Cortés, il 7 luglio del 1520, a portare le fave di cacao a re Carlo I di Spagna dopo aver visitato la corte del sovrano azteco Montezuma a Tenochtitlán; da qui la scelta del giorno. In realtà, il primo a portare i semi di cacao in dono alla corte spagnola, fu Cristoforo Colombo, di ritorno dall'Honduras, nel 1502. Cortés, contribuì certamente alla diffusione del cacao su larga scala con i suoi continui viaggi da e verso le Americhe per commerciarlo ma la circostanza è anche la meno dolce, dato che fu proprio lui a conquistare l'impero atzeco distruggendolo ed assoggettanlolo alla Spagna. La pianta del cacao, il cui nome scientifico è 'Theobroma cacao', era totalmente sconosciuta all'Europa; la parola "cioccolato" deriva dal termine azteco "xocolātl" ed è l'unione di due parole della lingua nahuatl: "xocolli" che significa "amaro" e "atl" cioè "acqua", quindi, "acqua amara", quasi un presagio. Oggi il cioccolato con i suoi molteplici usi è una presenza radicata nella tradizione alimentare e pasticciera di tutto il mondo.

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