Calvi Risorta. Michele Zitiello ha pubblicato “Il Caleno” con la bella poesia dedicata all’antica Cales che fu capitale dei coraggiosi Ausoni.
(di Paolo Mesolella) CALVI RISORTA E’ stata pubblicata l’ultima, interessante antologia poetica di Michele Zitiello, il poeta Caleno. Un viaggio tra la storia , la cultura e le tradizioni di Calvi Risorta, erede dell’Antica Cales. Un libro che ritrae in poesia angoli, vie, fiumi e monumenti di Calvi e dell’Antica cales. E non solo. Anche temi che donano grandi le emozioni dell’amore, della famiglia, del lavoro, della fede, temi senza tempo che parlano al cuore di tutti. Dopo il successo de “La vice dell’anima. Dal nido degli angeli” Edizioni Book Sprint, Michele Zitiello torno con un libro intenso e nostalgico su Calvi, il suo paese natale. Ed intitola il suo nuovo libro “il caleno”, termine che ricorda le monete coniate dall’antica città di Cales, la colonia latina che aveva una propria moneta già nel 268 avanti Cristo. Uno omaggio all’antica città di Cales e a Calvi Risorta da salutare con Michele Zitiello, il poeta caleno, è uno degli otto autori scelti da Erri De Luca nel 2023 per la fortunata raccolta poetica “I poeti di Via Margutta”, Dantebus editore. Michele è un poeta interessante e merita il titolo di “poeta Caleno” sebbene viva da molti anni a Guidonia vicino Roma. Le sue poesie, le sue raccolte poetiche, hanno meritato plausi ed apprezzamenti: è entrato in diverse antologie ed ha ricevuto Menzioni al merito anche al 4° concorso internazionale di poesia “La panchina dei versi”, Aletti editore, (presidente Alessandro Quasimodo), tra le più esclusive comunità letterarie italiane. Nato nell’ottobre del 1961 a Petrulo, frazione di Calvi Risorta (la stessa dov’è nata la poetessa Gemma Merola) era il primo di nove figli. A 18 anni lasciò Calvi Risorta per trasferirsi a Guidonia Montecelio dove ha trascorso una lunga carriera in divisa fino alla pensione. Il suo libro “La voce dell’anima dal mondo degli angeli” è un omaggio alla passione, all’amore per la natura, per l’amicizia, ma è anche il frutto di esperienze di vita vissuta. Michele è anche un poeta della malinconia che lascia trasparire nei suoi versi: la malinconia di un viaggio, di un treno che parte, di un addio, di un arrivo che non arriva mai e delle emozioni che ritornano dal passato. Tra le sue poesie ricordo “Je vojio dì”, la preoccupazione di un genitore per lo scorrere inesorabile del tempo e il suo desiderio di diventare l’angelo custode del proprio figlio, per rimanere al suo fianco per sempre. La stessa preoccupazione di un padre che ha visto il figlio adottivo Alessandro, diventare un angelo e volare in Paradiso nel mese di novembre 2023. Il ricordo di Alessandro e di Calvi ritorna spesso a vivere nelle mie poesie. La sua ultima antologia, è scritta in dialetto caleno, ed è un omaggio all’Antica Cales, della quale riporta una moneta sulla copertina. Molto bella anche la poesia dedicata all’antica città di Cales che fu capitale dei coraggiosi Ausoni. Una raccolta di poesie, quindi, che non è solo nostalgia per la propria infanzia, ma anche il tentativo (riuscito) di ridare la giusta importanza ai sentimenti, alla natura, agli affetti familiari, ai valori. Poesie che parlano della natura, della famiglia (dedicate al padre, alla madre, alla moglie Paola), poesie dedicate all’umanità violata: ai bambini orfani, agli anziani, ai vagabondi, ai pescatori, ai pastori. La lirica “Dal nido degli angeli” è dedicata ai bambini abbandonati negli orfanotrofi, “Riflesso di un dolore” è dedicata alle donne vittime di violenza, ”L’uomo della panchina”, all’uomo che con l’età diventa più buono e disponibile. Scrive: “Mi piace pensare agli orfanotrofi, come a tanti nidi dove vivono tantissimi angeli. Bambini di ogni dove che hanno subito l’onta dell’abbandono. A quelle donne che avevano negli occhi la felicità e ora vivono nella paura, nel terrore, nella sfiducia”. La vita è breve e bisogna darsi da fare, spiega Michele in ”Col tempo tu”. La vita con il tempo porta tanta nostalgia del passato e ci pone di fronte al mistero e alla malattia. La poesia “Ja vojio dì” è la preghiera di un padre che vuole crescere il proprio figlio, (disabile cognitivo che necessita di continua assistenza), in un mondo pieno di lupi. E’ la disperazione di un padre ultra 60enne, che si vede vecchio e consapevole di aver bisogno del figlio che dovrà morire. Nato nell’ottobre del 1961 a Petrulo, frazione di Calvi Risorta è il primo di nove figli. A 18 anni lasciò Calvi Risorta per trasferirsi a Guidonia Montecelio dove ha trascorso una lunga carriera in divisa fino alla pensione e prima di diventare Poeta Caleno.


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