Calvi Risorta. La triade prefettizia accoglie Michele Zitiello il poeta Caleno, cantore di Cales, la città fondata da Ausone, figlio di Ulisse e della bellissima Calipso.
( di Paolo Mesolella) CALVI RISORTA Anche queste sono soddisfazioni. Dopo la pubblicazione dell’ultima, interessante antologia poetica di Michele Zitiello, dedicata a Calvi Risorta il suo paese natale e a Cales, il poeta Caleno Michele Zitiello viene ricevuto dalla triade prefettizia. In assenza del sindaco, Michele Zitiello è stato ricevuto dai tre collaboratori del prefetto che attualmente guidano il comune di Calvi Risorta e che hanno voluto omaggiare il poeta caleno. Il suo ultimo libro di poesie, appena pubblicato dalle edizioni Book Sprint, presenta la copertina dedicata al “Caleno”, la moneta di Cales, la Repubblica indipendente e sovrana fondata dagli Ausoni e che trae la sua origine da Ausone, figlio di Ulisse e Calipso. Quello dei Caleni, si sa, era un popolo aulico che Virgilio nell’Eneide ricorda tra quelli che aiutarono i Rutuli all’epoca in cui Enea combattè contro Turno. Di qui il suo “tributo a Cales”, il suo orgoglio per essere caleno e la sua attenzione verso il dialetto caleno che ripropone temi del passato come la natura, la buona sorte, la morte, l’aldilà, i giorni della merla, il trascorrere del tempo, le brutture dell’odio e della guerra, il ricordo del figlio Alessandro, della mamma ( genitrice di 9 figli ed un marito che ha amato fino all’ultimo respiro. E che ora, 90enne, passa le giornate a pregare per le anime del Purgatorio. E poi il tema della vecchiaia, che è un dono di Dio. “In un mondo dove si muore per niente, spiega Michele, la vecchiaia assume un valore inestimabile. Perché essere vecchio significa aver ricevuto in dono la cosa più preziosa che l’uomo possa desiderare, la vita. Un libro interessante quindi che ritrae in poesia anche i temi dell’amore, della famiglia, del lavoro, della fede. Un libro che umanizza la notte, che entra nei pensieri di un diversamente abile, che spiega la lacerazione di un cuore per la perdita del figlio, il richiamo alla fede e all’aiuto di Dio dinanzi all’incerto, che osserva la purezza dei bambini mentre giocano con la sabbia sulla spiaggia, che riflette stupito su un mondo che continua vigliaccamente ad uccidere con le guerre. Dopo il successo de “La vice dell’anima. Dal nido degli angeli” quindi Michele Zitiello ritorna con un libro intenso e nostalgico. Uno omaggio all’antica città di Cales e a Calvi Risorta.
Michele Zitiello è stato uno degli otto autori scelti da Erri De Luca nel 2023 per la fortunata raccolta poetica “I poeti di Via Margutta”. Michele è un poeta interessante e merita il titolo di “poeta Caleno” sebbene viva da molti anni a Guidonia vicino Roma. Le sue poesie sono entrate in diverse antologie ed hanno ricevuto menzioni al merito anche al 4° concorso internazionale di poesia “La panchina dei versi”, Aletti editore, (presidente Alessandro Quasimodo), tra le più esclusive comunità letterarie italiane. Nato nell’ottobre del 1961 a Petrulo, frazione di Calvi Risorta (la stessa dov’è nata la poetessa Gemma Merola) è il primo di nove figli. A 18 anni lasciò Calvi Risorta per trasferirsi a Guidonia Montecelio dove ha trascorso una lunga carriera in divisa fino alla pensione. Michele è anche il poeta della malinconia che lascia trasparire nei suoi versi: la malinconia di un viaggio, di un treno che parte, di un addio, di un arrivo che non arriva mai e delle emozioni che ritornano dal passato. Tra le sue poesie ricordo “Je vojio dì”, la preoccupazione di un genitore per lo scorrere inesorabile del tempo e il suo desiderio di diventare l’angelo custode del proprio figlio, e rimanere al suo fianco per sempre. La stessa preoccupazione di un padre che ha visto il figlio adottivo Alessandro, diventare un angelo e volare in Paradiso nel mese di novembre 2023. Il ricordo di Alessandro ritorna spesso nelle sue poesie. La sua ultima antologia, è scritta anche in dialetto caleno, ed è un omaggio all’Antica Cales. Molto bella la poesia dedicata all’antica città di Cales che fu capitale dei coraggiosi Ausoni. Una raccolta di poesie che non è solo nostalgia per la propria infanzia, ma il tentativo (riuscito) di ridare la giusta importanza ai sentimenti, alla natura, agli affetti familiari, ai valori. Poesie che parlano della natura, della famiglia (dedicate al padre, alla madre, alla moglie Paola), all’umanità violata: ai bambini orfani, agli anziani, ai vagabondi, ai pescatori, ai pastori. La lirica “Dal nido degli angeli” è dedicata ai bambini abbandonati negli orfanotrofi, “Riflesso di un dolore” è dedicata alle donne vittime di violenza, ”L’uomo della panchina”, all’uomo che con l’età diventa più buono e disponibile. La vita è breve e bisogna darsi da fare, spiega Michele in ”Col tempo tu”. La vita con il tempo porta tanta nostalgia del passato e ci pone di fronte al mistero e alla malattia. La poesia “Ja vojio dì” è la preghiera di un padre che vuole crescere il proprio figlio, (disabile cognitivo che necessita di continua assistenza), in un mondo pieno di lupi. E’ la disperazione di un padre ultra 60enne, che si vede vecchio e consapevole di aver bisogno del figlio che dovrà morire.



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