(Caserta24ore) CAIANELLO Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profondo cordoglio per la tragica scomparsa di Giuseppe De Fusco, il giovane di diciotto anni di Caianello deceduto a seguito delle gravissime ferite riportate in un incidente stradale. Una vicenda che interrompe bruscamente il percorso di un ragazzo che avrebbe dovuto affrontare l'esame di Stato e affacciarsi al proprio futuro. Accanto al dolore della famiglia e dell'intera comunità emerge il valore straordinario della scelta di donare gli organi, un atto di altissimo senso civico che trasforma una perdita irreparabile in speranza concreta per altre vite. È una testimonianza che restituisce significato ai principi di solidarietà, altruismo e responsabilità verso il prossimo sanciti dalla nostra Costituzione e dalla cultura dei diritti umani. Di fronte all'ennesima giovane vita spezzata sulle strade italiane, il CNDDU rinnova l'appello affinché l'educazione alla sicurezza stradale non sia relegata a interventi episodici, ma diventi parte integrante dell'educazione civica, della formazione ai diritti e ai doveri e della cultura della prevenzione. Guidare un veicolo significa assumere una responsabilità verso sé stessi e verso gli altri: ogni comportamento prudente rappresenta una concreta tutela del diritto fondamentale alla vita.
La scuola ha il compito di educare non soltanto al rispetto delle norme, ma alla consapevolezza del valore delle proprie scelte quotidiane. Parlare di sicurezza stradale significa parlare di legalità, di rispetto reciproco, di empatia e di cittadinanza attiva. Ogni studente deve comprendere che la libertà individuale trova il suo limite nella salvaguardia della vita altrui. Il CNDDU auspica che questa dolorosa vicenda possa tradursi in un rinnovato impegno delle istituzioni scolastiche, delle famiglie e degli enti locali nella promozione di percorsi permanenti di educazione alla sicurezza e alla cultura del dono. Nessun giovane dovrebbe perdere il proprio futuro per una tragedia che la prevenzione, la formazione e una più diffusa coscienza civica possono contribuire a evitare. Il diritto alla vita non si difende soltanto dopo una tragedia: si costruisce ogni giorno attraverso l'educazione, la responsabilità e la capacità di riconoscere nell'altro un bene prezioso da proteggere. (dal prof. Romano Pesavento
presidente Comitato Nazionale Docenti della disciplina Diritti Umani).

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