San Pietro e San Paolo arrivano a Roma passando per Napoli che li ricorda in San Pietro ad Aram e in San Paolo Maggiore
(Paolo Mesolella) Oggi è la ricorrenza dei santi Pietro e Paolo, i santi “Romae parentes”, ma per arrivare a Roma sono passati per Napoli. Cerchiamo di vedere quando e dove. San Pietro è stato a Napoli nel 50 d. C e si fermò dov’è l’attuale Chiesa di San Pietro ad Aram, dove secondo la tradizione c’è l’Ara Petri, l’altare su cui pregò San Pietro. Da qui lo stesso nome della chiesa “San Pietro ad Aram” e cioè San Pietro all’Altare. A Napoli san Pietro guarisce almeno due ammalati: sant’Aspreno che diventerà il primo vescovo di Napoli e il santo protettore contro l’emicrania (da cui deriverà anche l’aspirina) e poi guarì Candida che pure diventò Santa e i suoi resti sono sepolti nella chiesa. Anche san Paolo, sulla strada per Roma arrivò a Napoli e vi si fermò una settimana. San Paolo arrivò al porto di Pozzuoli (allora il più importante dell’impero romano) nel 61 d.C. Era un detenuto in attesa di giudizio ed era diretto al tribunale dell’imperatore a Roma per la causa. Per questo motivo San Paolo diventò il santo dell’area fregrea e nel 1962 gli fu intitolato il nuovo stadio a Fuorigrotta, il famoso “Stadio san Paolo”. Oggi, per tradizione bisognerebbe andare a Napoli a visitare due chiese: la chiesa di San Pietro ad Aram per ritrovare l’altare di San Pietro e quella di San Paolo Maggiore per vedere le reliquie di San Paolo.


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