Napoli. Samuele Ciambriello presenta il libro "Lettere al Garante" voci dal carcere.

(Caserta24ore) NAPOLI «Immaginate, per un attimo, una cella di pochi metri quadrati nella quale vivono stipate da cinque a otto persone.
Immaginate di trascorrervi gran parte della giornata, condividendo spazi minimi, privacy inesistente, tensioni, fragilità e sofferenze. Non è un'eccezione: per molti detenuti questa è la quotidianità. Questo libro nasce per dare voce a questa sofferenza». Samuele Ciambriello Garante dei detenuti della Regione Campania. Lettere al Garante. Voci dal carcere tra diritti negati, paure e speranze è il nuovo libro di Samuele Ciambriello, pubblicato da IOD Edizioni nella collana Cronisti Scalzi, dedicata alla memoria di Giancarlo Siani. Il volume raccoglie decine di lettere inviate da detenuti e detenute che hanno scelto di affidare alla scrittura le proprie paure, le richieste di aiuto, le denunce, le sofferenze quotidiane, ma anche il desiderio di riscatto e di una seconda possibilità. Non si tratta di racconti costruiti a tavolino, ma di testimonianze autentiche che restituiscono uno spaccato della realtà penitenziaria italiana attraverso le parole di chi la vive ogni giorno. Le lettere raccontano il sovraffollamento delle carceri, la solitudine, la lontananza dagli affetti, i problemi sanitari, il disagio psichico, le attese della magistratura di sorveglianza, la difficoltà del reinserimento sociale e, soprattutto, il bisogno di essere ascoltati. «Nella mia stanza siamo in sette. Le stanze non sono strutturate per ospitare tale numero di persone. Trascorro quasi tutta la giornata chiuso senza fare nulla. Questo carcere annienta i diritti e la dignità di un essere umano.» Parole che interrogano la coscienza civile del Paese e che raccontano un carcere spesso lontano dall'orizzonte costituzionale della pena come strumento di rieducazione e reinserimento. Attraverso queste pagine, Samuele Ciambriello offre ai lettori uno sguardo diretto sul mondo della detenzione, trasformando le lettere ricevute in un ponte tra il "dentro" e il "fuori", tra chi vive il carcere e chi lo conosce soltanto attraverso i numeri e le cronache. Giornalista, docente universitario, operatore del privato sociale e scrittore, Samuele Ciambriello è da decenni impegnato sui temi della giustizia, dell'inclusione sociale e della tutela delle persone più fragili. La sua lunga esperienza accanto ai detenuti, iniziata negli anni Ottanta, lo ha portato a promuovere percorsi di reinserimento sociale e lavorativo, attività culturali, progetti educativi e iniziative a sostegno dei diritti delle persone private della libertà. La prefazione del volume è firmata da Stefano Anastasia, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, che definisce il libro «un piccolo atto rivoluzionario, che apre uno squarcio nel muro dietro cui è nascosta l'esecuzione della pena detentiva e restituisce dignità a chi è senza voce». Con Lettere al Garante, Ciambriello dà voce a chi vive dietro le sbarre e rilancia una domanda che attraversa tutto il libro: quale idea di giustizia e di umanità vogliamo costruire come società?

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