Napoli. “Occhi aperti sulla corruzione” Venerdì 12 giugno 2026, Flash mob di Libera per accendere riflettori sulla corruzione
(Caserta24ore) NAPOLI/Benevento - A Napoli e Benevento volontari di Libera allestiscono una visita oculistica in strada per guardare con lenti diverse i vari fenomeni corruttivi intorno alle gare pubbliche per l'erogazione di servizi dei Comuni e degli ambiti territoriali sociali. Appuntamento a Venerdì 12 giugno, ore 18 Napoli, Largo Berlinguer e Benevento piazza Federico Torre. In Campania nei primi sei mesi del 2026 sono state indagate 65 persone indagate con 6 inchieste. - Una visita oculistica in strada per guardare con lenti diverse i vari fenomeni corruttivi in particolare nel settore della sanità. Libera Campania promuove venerdì 12 giugno a Napoli e Benevento un flashmob nell’ambito di “Occhi aperti sulla corruzione” un’azione per accendere riflettori sui casi di corruzione intorno alle gare pubbliche per l’erogazione di servizi dei Comuni e degli ambiti territoriali campani e rientra nelle azioni della campagna nazionale “Fame di verità e giustizia” che ha l’obiettivo di rimettere al centro della vita pubblica l’urgenza nel contrasto a mafiosi e corrotti. “Occhi aperti sulla corruzione” attraverserà tutta Italia dall’8 al 13 giugno per chiedere, di rafforzare trasparenza, controllo e responsabilità. Libera ha scattato una fotografia delle principali inchieste sulla corruzione nel nostro Paese nei primi sei mesi del 2026 in cui sono emerse notizie di stampa. Dal 1° gennaio al 1° giugno 2026, Libera ha censito da notizie di stampa 38 inchieste con 386 persone indagate. Dall'analisi delle inchieste, ancora in corso e dunque senza un accertamento definitivo di responsabilità individuali, emerge un sistema corruttivo dove a seconda dei contesti il ruolo di garante del rispetto delle “regole del gioco” è ricoperto da attori diversi: l’alto dirigente oppure il faccendiere ben introdotto, il “facilitatore”, il “boss dell’ente pubblico” o l’imprenditore dai contatti trasversali, il boss mafioso o il “politico d’affari”. In Campania nei primi sei mesi del 2026 sono 65 le persone indagate con 6 inchieste. Complessivamente dal 1° gennaio 2025 al 1° giugno 2026 Libera ha censito da notizie di stampa in Campania ben 25 inchieste su corruzione e concussione con 285 persone indagate (ben 18 sono politici, tra sindaci, assessori e consiglieri comunali o regionali) per reati che spaziano dalla corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio al voto di scambio politico-mafioso, dalla turbativa d'asta all’estorsione aggravata dal metodo mafioso. La mappa delle inchieste e il numero degli indagati, per i quali naturalmente vale una presunzione di non colpevolezza, è frutto di una ricerca avente come fonte lanci di agenzie, articoli su quotidiani nazionali e locali, rassegne stampe istituzionali, comunicati delle Procure della Repubblica e delle forze dell'ordine. “In Campania i sistemi corruttivi sono ben alimentati dalle relazioni tra politica, dirigenti e funzionari comunali, imprenditoria e criminalità e si avvalgono della complicità di professionisti e intermediari finanziari”, denuncia Mariano Di Palma, coreferente regionale di Libera. “Questi rapporti di contiguità, collusione e corruzione interni alle reti di affari più o meno ampie e radicate in tutta la regione - dall’agro-aversano all’agro nocerino-sarnese, dalla piana del Sele al vallo di Lauro, dall’agro nolano all’alto casertano e nel vesuviano - sono al centro della perdita di diritti e democrazia” - continua Anna Garofalo della coreferenza regionale di Libera – “le cittadine e i cittadini campani pagano sulla propria pelle, attraverso la qualità scadente e la poca accessibilità dei servizi, le conseguenze dell’azione di questi circuiti criminali e mafiosi, della loro natura imprenditoriale violenta, dell’accumulazione della ricchezza e di capitali, che operano nell’economia illegale quanto quella legale, e che mostrano tutta la loro destrezza intorno alle gare pubbliche per l'erogazione di servizi dei Comuni e degli ambiti territoriali sociali”.
“In una regione colpita da alti tassi di povertà, disoccupazione ed emigrazione giovanile” – aggiunge Gigi Cannavacciuolo, coreferente regionale di Libera - “le famiglie che avrebbero diritto a cure, a servizi socio-sanitari, si trovano vittime di un modello clientelare che distribuisce i servizi come favori e le cure come piacere. Le persone fragili che dovrebbero essere accolte e prese in carico sono costrette a far fronte alla presenza di circuiti criminali che controllano appalti, servizi e concorsi attraverso la pressione estorsiva e la corruzione di amministratori pubblici deputati alla cura delle procedure di aggiudicazione delle gare”. Il problema non sono solo i luoghi della politica ma tutti i gangli del servizio pubblico territoriale: asl, ambiti sociali di zona, macchine comunali, società miste e consorzi. Ecco che le risorse pubbliche e i servizi pubblici vengono gestiti in maniera privata e la concentrazione di ricchezza e potere nelle mani di pochi contribuisce alla crisi di democrazia, alla mancanza di lavoro, di opportunità per i giovani di restare nella propria terra. Nella settimana di mobilitazione di “Occhi aperti sulla corruzione” in occasione del decennale della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (8 giugno 2016) della legge che ha introdotto in Italia la possibilità di chiedere dati anche in assenza di un obbligo formale di pubblicazione (cosiddetto FOIA, acronimo di Freedom of Information Act), Libera Campania promuove un’iniziativa sempre Venerdì 12 giugno con una passeggiata monitorante a Castel Volturno sui luoghi del Parco dei Regi Lagni dove sarà presentata la domanda di accesso FOIA al Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno, ente con cui ora c’è un’interlocuzione costruttiva e un protocollo fondato su azioni congiunte per il monitoraggio delle risorse in ottica anticorruzione. Con la domanda di dati, si richiedono in formato aperto ed elaborabile (open data) il quadro aggiornato delle bonifiche idriche, dei dragaggi e della manutenzione dei canali realizzati o in corso nell'ultimo biennio, con l'indicazione generale dei costi previsti, dei soggetti affidatari e dello stato di avanzamento dei lavori; le principali relazioni tecniche o i dati sintetici derivanti dalle attività di monitoraggio della qualità delle acque e dei sedimenti legati agli interventi di dragaggio e gestione dei flussi idrici dell'ultimo biennio; l'elenco dei siti o tratti di canale attualmente inseriti nella programmazione dell'ente per i primi o prossimi interventi di caratterizzazione o messa in sicurezza ambientale. Con l'istanza FOIA, chiediamo la pubblicazione di quei flussi informativi strategici che costituiranno la base conoscitiva di un futuro portale unico di dati aperti, che sarà co-progettato insieme. Quest’azione duplice, che vede l’associazione come soggetto di dialogo ma anche come sprone per la pubblica amministrazione, rimarca il ruolo di Libera come facilitatrice di un percorso di accessibilità che deve sancire il diritto di sapere a beneficio di chiunque. “Crediamo fermamente che la promozione della trasparenza e la messa online dei dati – conclude il coordinamento regionale di Libera - aiuti a ridurre drasticamente il rischio di ogni abuso, stortura o appetito criminale sui fondi delle bonifiche idriche: il sapere diffuso è l'unico vero antivirus capace di impedire il ricatto delle ecomafie e proteggere la salute collettiva”

Commenti
Posta un commento