IL LIBRO da leggere. - “Per dirti ciao - Lettere a mio nonno” di Mariagrazia Schiavone

(di Paolo Mesolella) Mariagrazia Schiavone è una giovane scrittrice di ventun’anni. E questa è la sua opera prima, appena pubblicata da Aletti Editore.
Una raccolta di lettere e poesie intime e struggenti che raccontano l’elaborazione di un lutto: è morto il nonno e Mariagrazia parla con lui attraverso un dialogo immaginario pieno di ricordi e immagini care (le sigarette, le partite di bocce, le barzellette, il telegiornale, i film di Bud Spencer e Terence Hill) che trasformano il testo scritto in correlativo oggettivo. Cose, ricordi ed emozioni, vissute insieme sette anni, sotto lo stesso tetto, diventano simboli di un legame profondo che continua a vivere anche dopo la morte. Mariagrazia, avverte il dolore della scomparsa, il senso di colpa e la nostalgia della mancanza, ma anche la forza che gli dà il ricordo: ”Ti aspetto ancora/ ogni sera…Neanche dormire con nonna/ riesce a riportarmi alla realtà/.. per adesso/ continua a giocare a bocce/ noi ti aspettiamo a casa”. Il nonno diventa una guida interiore, il libro è un gesto d’amore che trasforma la mancanza e il dispiacere in presenza, in memoria viva. Il libro è un viaggio emotivo che parla della famiglia, (la madre è docente, il padre ingegnere), delle buone abitudini e delle parole che tengono unita Mariagrazia e il nonno, attraverso il suo ricordo. Mariagrazia, come ogni poeta o scrittore, continua a vedere e ad amare anche chi non c’è più, perché nulla è perduto di quei momenti vissuti insieme e che abbiamo amato. E Mariagrazia ha amato tanto il nonno materno. Scrive: Dopo il pensionamento, si è dedicato principalmente a due cose: la campagna e il circolo, dove gioca a bocce. A 73 anni lo vogliono come capitano nella squadra di bocce del Salerno. Confessa Mariagrazia al nonno: ”Scusami/ sarei dovuta arrivare prima/ prima che perdessi i ricordi/ magari mi avresti riconosciuta..”. Ma come si sopravvive ai ricordi? “Nulla di tutto ciò che ho perso/ continua Mariagrazia nella penultima poesia del libro, verrà mai dimenticato/ ma ho dovuto scegliere di conservarlo/ in un angolo di cuore/ dove non possa più farmi troppo male/ Perché c’è vita anche dopo”.

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