Chi deve pagare per la manutenzione di edifici fatiscenti? Il crollo di Ercolano riapre il dibattito
Il crollo parziale di via Niglio a Ercolano riaccende i riflettori su una domanda cruciale: su chi devono gravare gli oneri di manutenzione di un patrimonio edilizio sempre più fragile? Antonio Cerbone, dell’Ordine degli Architetti di Napoli, sottolinea come l'evento non sia un episodio isolato, ma il sintomo di una "emergenza lenta" fatta di controlli episodici e rinvii colpevoli.
Gli esperti chiedono un cambio di passo immediato: passare dalla gestione del disastro alla cultura della prevenzione. Strumenti come mappature del rischio e verifiche tecniche preventive sono indispensabili per individuare il degrado prima che sia troppo tardi. Come dimostrato dal tentativo del Comune di Torre del Greco, la sicurezza non può essere una scelta facoltativa, ma deve diventare una politica pubblica permanente, specialmente quando il rischio coinvolge la collettività.
In conclusione, resta da sciogliere il nodo economico fondamentale: la ripartizione dei costi. È sostenibile lasciare l'intero peso della manutenzione sulle spalle di singoli proprietari spesso in difficoltà, o è necessario istituire fondi pubblici e sgravi fiscali che trasformino la sicurezza degli edifici in un investimento condiviso tra privato e comunità? Senza una risposta chiara a questa questione, il rischio è che la prevenzione resti un principio astratto mentre le macerie continuano ad accumularsi.

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