Calvi Risorta. Premiato Giovanni Da Silva, carabiniere di Calvi ed ex alunno del Foscolo, con un collega salvarono tre bambini e il padre che rischiavano di annegare

(Paolo Mesolella) CALVI RISORTA Due anni fa, nell’estate del 2024, insieme ad un collega carabiniere, salvarono tre bambini e il padre che rischiavano di annegare
nelle acque di Cala Liberotto, frazione di Orosei in Sardegna. Quel giorno si tuffarono in mare senza esitazione. Nei giorni scorsi a Cagliari, durante una suggestiva cerimonia per la celebrazione del 212° anniversario di fondazione dell’Arma dei Carabinieri, Giovanni Da Silva, 23 anni di Calvi Risorta e Lucio Berardesca 27 anni, militari della stazione di Britti, sono stati premiati con una medaglia al valor civile.
A consegnare l’onorificenza al merito ai due carabinieri il 5 giugno scorso, c’era il Presidente del Consiglio regionale della Sardegna Piero Comandini. Il giovane carabiniere caleno Giovanni Da Silva, si è diplomato con un ottimo voto al Foscolo di Sparanise, nell’indirizzo Sistemi Informativi Aziendali, nell’anno scolastico 2020. Dopodiché ha superato il concorso nell’arma dei Carabinieri ed è stato assegnato nella sede di Nuoro in Sardegna. Ora è carabiniere nella caserma di Britti, dove è stato premiato insieme ad un collega per aver salvato quattro persone dall'annegamento. Il padre dei tre bambini, non riuscendo a salvare i figli si era rivolto a loro dicendo: "Prendete i bambini, sono stremato". All’appello del padre i due giovani carabinieri, che erano fuori servizio, sono subito intervenuti per salvare prima i tre bambini e poi il papà che rischiavano di morire annegati.
Giovanni De Silvia era diventato carabiniere da meno di un mese. Dopo due anni dal salvataggio (che si è tenuto domenica 21 luglio 2024) è arrivato anche il riconoscimento da parte dell’arma dei Carabinieri e dello stesso presidente del Consiglio Regionale della Sardegna Comandini. Un premio più che meritato per i due coraggiosi e giovani carabinieri. Così Giovanni ricorda quei momenti:”Il mare era molto agitato, c'era una forte corrente marina e un forte vento di maestrale che rendevano molto difficoltoso il rientro sul bagnasciuga. Nuotando verso di loro abbiamo visto negli occhi del padre e dei bambini un grande spavento. Ricordiamo ancora la parole del papà: ‘Per favore, prendete i bambini, io sono stremato, non ce la faccio più'. Anche noi eravamo affaticati ma non abbiamo perso tempo nel raggiungerlo insieme a una terza bambina. Siamo stati aiutati in quel frangente anche da un altro bagnante che ci ha dato una piccola tavola galleggiante, con la quale abbiamo soccorso le persone in difficoltà. Il nostro timore era quello di non riuscire a salvare tutti, anche in considerazione della forte corrente che rendeva difficile il raggiungimento del papà e dei bambini in pericolo. Ma ce l’abbiamo fatta”.

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