(di Maria Grazia Capanna) Prendono il loro nome dal latino "Lux - luce, sono insetti coleotteri appartenenti alla famiglia dei lampiridi. In Italia esistono tra diciannove-ventidue specie di lucciole. La specie italica è quella più celebre e diffusa. Di norma i maschi volano emettendo una luce intermittente, mentre le femmine, spesso prive di ali sviluppate, restano immobili tra l'erba emettendo una luce fissa per attirare il partner. Tra le specie, la Lampyris noctiluca:"la lucciola del grano", le cui femmine sono lunghe e possono strisciare emanano una luce molto forte tanto che in passato venivano chiamate "stelle di terra" o "vermi luccicanti". I segnali luminosi delle lucciole sono un vero e proprio "codice Morse" d'amore. L'introduzione della luce artificiale notturna rende purtroppo invisibili questi segnali, e quindi anche la loro riproduzione, quasi impossibile. Alcune femmine di lucciola appartenenti alla specie delle "femmine fatali", usano, invece, la luce in modo ingannevole per imitare i segnali di altre specie e attirano i maschi ignari solo per cibarsene. Oltre alla luce, un grave nemico per questi insetti è l'uso dei pesticidi che uccidono le loro prede, quali le lumache e l'eccessivo disboscamento che distrugge l'habitat umido di cui hanno bisogno. Come aiutare e proteggere questi preziosi coleotteri, che usano la bioluminescenza anche come meccanismo di difesa per rendersi sgradevoli ai predatori? È possibile adottare abitudini semplici: spegnere le luci esterne superflue durante la notte, utlizzare sensori di movimento per le luci dei giardini, evitare l'uso eccessivo di pesticidi e lasciare una piccola area dei giardini con erba alta e foglie per mantenerne l'umidità. Chi non ha memoria di questa fugace presenza nelle sere d'estate? Le lucciole ci danno tanto e non pretendono niente in cambio, solo un po' di notte buia per comunicare tra loro.

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