A proposito di Maturità e delle tracce di Italiano: dal 1999 ad oggi non è mai uscita un’autrice donna.

(Paolo Mesolella) Qualcuno, ma solo qualcuno lo ha notato: dal 1999 a oggi, alla maturità, non è mai uscita un’autrice donna. In 27 (ventisette) anni non è mai uscita una scrittrice o una poetessa.
Pertanto anche quest’anno, alla maturità, è ritornato un grande poeta e scrittore, ma nessuna donna. In 27 anni, quindi il ministero dell’Istruzione si è dimenticato delle scrittrici e delle poetesse. Quest’anno per esempio, c’era Grazia Deledda. Doveva essere il turno di Grazia Deledda perché nel 2026 ricorrono due grandi anniversari: i cento anni dal Premio Nobel per la letteratura a Grazia Deledda, l’unica donna italiana ad averli mai preso, e poi i novant’anni della sua morte.. Invece sono usciti Cesare Pavese e Brancati. Due uomini come quelli che li hanno preceduto negli anni passati: Ungaretti, Saba, Pavese, Montale, Quasimodo, Pirandello, Dante, Svevo, Calvino, Eco, Bassani, Sciascia, Verga, Pascoli, Moravia. Da quando nelle tracce d’esame c’è l’analisi del testo, non è apparsa mai una donna. Eppure le donne ci sono: Grazia Deledda, Elsa morante, Natalia Ginzburg, Sibilla Alerano, Annamaria Ortese, Matilde Serao, Alda Merina ed altre. Nomi che appaiono nelle antologie scolastiche ma non nelle tracce d’esame. Può sembrare irrilevante ma non lo è. Perché mezzo milione di maturandi capiranno che tra i grandi della letteratura italiana , che meritano di essere studiati e analizzati nel testo, non ci sono donne. Ma finché non si studiano le donne e non escono nelle tracce d’esame si continuerà a sottovalutare le capacità della donna come scrittrice e poetessa.

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