Vairano Patenora. Ripubblicato l’Inno a San Bartolomeo Apostolo, testo e musica del prof. Luigi Vallante Cirelli del 24 agosto 1986
(Paolo Mesolella) VAIRANO Patenora. In occasione della morte del prof. Luigi Vallante Cirelli il 13 marzo 2026, è stato ripubblicato il suo Inno a San Bartolomeo apostolo, patrono di Vairano Patenora. Dopo quarant’anni, l’inno, il testo e la musica, sono stati pubblicati in un libretto che raccoglie anche la liturgia osservata il 14 maggio scorso nella Collegiata di San Bartolomeo apostolo di Vairano Patenora, in occasione del rito funebre: le letture dal Libro della Sapienza, i Salmi di Davide, il Vangelo di Giovanni e i canti del maestro Frisina. L’inno a san Bartolomeo apostolo, patrono di Vairano Patenora, il prof. Luigi Vallante Cirelli lo pubblicò per la prima volta il 24 agosto del 1986. Uomo di grande fede il prof. Luigi Vallante Cirelli (conosciuto come Luigino) era nato a Vairano il 9 ottobre 1930 e nel suo cammino di fede era stato sempre accompagnato dal suo amore verso Dio, dalla bontà e dall’amore. Diceva: ”Uno solo pensiero, sempre presente e mai sopito è rimasto nella mia mente e nel mio cuore: gli abbandonati, i poveri, quelli che ho aiutato, ho perdonato, ho sorriso, per loro ho pregato”. Il prof. Luigi Vallante Cirelli era un uomo dall'animo nobile ed era dotato di grande sensibilità storica e musicale. Quando ci ha lasciati la città di Vairano si è commossa. Oltre alla musica sacra e alla grande musica, non disdegnava di suonare al pianoforte anche le belle canzoni napoletane. È stato docente di lingua francese e di canto. La sua famiglia è anche proprietaria della fortezza normanna diventata “Villa Cirelli” . La Villa, costruita tra il 1491 e il 1503 entro le mura dell'antico castello fu fatta erigere dal barone Innico II° D'Avalos, sul luogo della precedente fortezza normanna, dove dimorarono due illustri teologi, Lorenzo e Giovanni Giuseppe in odore di santità. Luigino era una persona colta e gentile. Un uomo d’altri tempi che ha attraversato la vita con l'eleganza di un canone musicale e la profondità dei classici che tanto amava. Lo ricordiamo anche per la sua fede incrollabile e le testimonianze storiche che ha saputo custodire con dedizione nella sua grande biblioteca. Ci ha lasciato quindi, non solo il suo insegnamento e la sua musica, anche la sua fede ed il suo amore per la storia della quale sono testimonianze la Villa normanna e la sua biblioteca. Ricordo le parole che volle immortalare nel suo Inno a San Bartolomeo Apostolo: “A te affidiamo ansie ed errori grande santo Bartolomeo e grande apostolo nostro patrono. Volgi i tuoi sguardi, siamo figli tuoi. Fortifica con la fede, illumina le menti! Siamo rei di tanto affanno e di Vairano le preci ascolta. A te cantiamo erranti in questa valle di dolore”.



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