Limatola. Sculture: il Cristo Morto di Luigi Rispoli

Sempre più intenso l’interesse per le opere artistiche di Erasmo Luigi Rispoli, detto Gino, capace di scolpire in modo eccellente, trasmettendo realismo e impressione di morbidezza nelle sue opere. Anche pittore e restauratore, la sua tecnica magistrale si è specializzata in restauri di arte sacra, in forma di statue, restauri di affreschi, dipinti su tela e tavola. Noto anche per la messa a punto tecniche di doratura a guazzo e finto marmo, Rispoli è autore soprattutto di una eccezionale scultura in marmo: il Cristo Morto, che ricorda, per somiglianza, il Cristo Velato del Sanmartino e la Pietà di Michelangelo. Una statua, quella del Cristo Morto, in candido marmo, che sembra richiamare la morbidezza della carne, nell’anatomia fluida, e che esprime sofferenza, ma ancora di più la misericordia divina, possibile grazie ad uno stato superiore di coscienza, che ridona serenità. Un’opera possibile anche grazie alla viva spiritualità dell’artista, che “vive” quello che rappresenta, trovandosi in consonanza con il messaggio cui si richiama. Un’opera, quindi, che rappresenta unione tra materia e spirito, in quanto, nel supporto fisico, è espressa la spiritualità dell’autore e del messaggio di cui è veicolo: una scultura sublime, frutto di un percorso ventennale: presentata a Limatola nel settembre 2025, ha incontrato a sta incontrando un profondo apprezzamento del pubblico, per il suo forte impatto, dato il valore estetico e la forza del suo messaggio etico-morale. Antonella Ricciardi

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