Formia. Convitto Celletti, la lezione di salute: «L'unico bicchiere che non fa male è quello d'acqua»
FORMIA – Un pomeriggio di confronto e consapevolezza quello vissuto presso il Convitto Annesso all'alberghiero "A. Celletti" di Formia, dove educatori e convittori hanno affrontato un tema cruciale per la salute pubblica e il benessere giovanile: i rischi legati al consumo di alcol e zuccheri. Al centro del dibattito, promosso e guidato dall'educatore Ermanno Agresti, è emersa una verità scientifica tanto semplice quanto spesso sottovalutata: non esiste una soglia sicura di consumo alcolico.
La discussione ha preso le mosse dagli effetti metabolici degli zuccheri non bruciati, capaci di inquinare i tessuti e stimolare un eccesso di insulina, favorendo l'accumulo di grasso viscerale e innescando pericolosi stati infiammatori. Tuttavia, il focus principale si è spostato sulla natura tossica e cancerogena dell'alcol. Come evidenziato durante l'incontro, una volta ingerito, l'alcol viene trasformato dal fegato in acetaldeide, una molecola classificata come cancerogena per la sua capacità di danneggiare il DNA e le proteine, aumentando significativamente il rischio di tumori al cavo orale, all'esofago, al fegato, al colon e alla mammella.
«L'alcol ci imbroglia», è stato il monito lanciato ai ragazzi durante l'assemblea. Se da un lato sembra offrire un momentaneo rilassamento, dall'altro, a lungo termine, altera la trasmissione dei neurotrasmettitori, danneggia i neuroni e incrementa il rischio di depressione, ansia e deficit cognitivi. È stato sfatato anche il mito del "bicchiere di vino rosso" come protettore cardiovascolare: gli epidemiologi confermano che ogni dose, per quanto minima, alza il rischio di fibrillazione atriale, ipertensione e ictus.
I danni epatici, dalla steatosi alla cirrosi, e l'accelerazione dell'invecchiamento cellulare dovuta ai radicali liberi completano il quadro di una sostanza che non offre benefici reali compensativi. La conclusione raggiunta unanimemente dagli educatori e dai convittori del Celletti è netta e rappresenta il messaggio chiave da portare nella vita quotidiana: la quantità più sicura di alcol è zero. In quest'ottica, l'unico "buon bicchiere" che promette salute senza controindicazioni resta, inequivocabilmente, quello d'acqua.
Un'iniziativa che sottolinea il ruolo educativo del Convitto non solo nella formazione scolastica, ma nella crescita di cittadini consapevoli e attenti alla propria salute fisica e mentale (foto di repertorio).

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