Calvi Risorta, il poeta caleno Michele Zitiello ha pubblicato “La voce dell’anima, dal nido degli angeli"”

( di Paolo Mesolella) CALVI RISORTA Ricordo quella famosa frase di George Bernanos che diceva:”Quando la poesia è in crisi, non servono critici ma poeti”
. Poi penso che oggi sono pochi gli autori disposti a pubblicare poesie e mi fa piacere avere tra le mani questo bel libro del caleno Michele Zitiello, per conservare le sue poesie, genuine e sincere, spesso autobiografiche che si soffermano a ragionare sulla vita e sull’amore. Una raccolta di poesie che non è solo nostalgia per la propria infanzia, ma anche il tentativo (riuscito) di ridare la giusta importanza ai sentimenti, alla natura, agli affetti familiari, ai valori. Poesie che parlano della natura (Io e la natura, Inverno, La notte, L’alba, L’arcobaleno, Paesaggio d’inverno, Il mare), poesie familiari dedicate al padre (Il pioppo), alla madre (Luna), alla moglie Paola (Tre parole), Ad un amico; poesie dedicate all’umanità violata: ai bambini orfani, agli anziani, ai vagabondi, ai pescatori, ai pastori.
La lirica “Dal nido degli angeli” è dedicata ai bambini abbandonati negli orfanotrofi, “Riflesso di un dolore” alle donne vittime di violenza, “Io stolto e il nido” parla di un monello che distrugge il nido di una rondine costretta ad abbandonarlo e che disperata vola per altri luoghi; ”L’uomo della panchina”, all’uomo che con l’età diventa più buono e disponibile. Scrive: “Mi piace pensare agli orfanotrofi, come a tanti nidi dove vivono tantissimi angeli. Bambini di ogni dove che hanno subito l’onta dell’abbandono. A quelle donne che avevano negli occhi la felicità e ora vivono nella paura, nel terrore, nella sfiducia, A quella rondine uccisa con la fionda che diventa un monito contro l’intolleranza, l’arroganza, la violenza”.
L’antologia di Michele Zitiello ha come oggetto di osservazione la realtà ed in essa l’autore esprime i sentimenti, le emozioni e le paure che gli uomini vivono durante la loro vita che è una sorte di labirinto ove si può perdere facilmente l’orientamento. La vita è breve e bisogna darsi da fare, spiega Michele in ”Col tempo tu”. La vita con il tempo porta tanta nostalgia del passato e ci pone di fronte al mistero “A nulla serve cercar di capire/ a nulla vale lo sforzo/.. Provi ad aver coscienza cos’è la realtà/ ma sarà tutto per davvero? Dov’è la verità?. Conclude l’antologia la poesia “Ja vojio dì”. La preghiera di un padre, che desidera morire prima del figlio in modo da pregare Dio di congedare l'angelo custode che Lui gli affidò alla sua nasita, chiedendogli la concessine di diventare lui l'Angelo Custode del proprio figlio . La poesia di Michele ci appare profondamente influenzata dalla vita, dalle sue piccole gioie e dai suoi grandi dolori. Fino a richiamare i dolori di Cristo mentre muore sulla Croce, e poi risorge. (Chi era quell’uomo). Un Richiamo che diventa un punto di arrivo, una speranza. Nato nell’ottobre del 1961 a Petrulo, frazione di Calvi Risorta è il primo di nove figli. A 18 anni lasciò Calvi Risorta per trasferirsi a Guidonia Montecelio dove ha trascorso una lunga carriera in divisa fino alla pensione.

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