Bellizzi Irpino (AV) Un detenuto con smartphone in cella perseguitava la vedova della vittima. Il SINAPPE denuncia il fenomeno dei cellulari in carcere.
(Caserta24ore) BELLIZZI IRPINO (AV) Il Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria (SINAPPE) richiama l’attenzione su un grave episodio emerso presso la Casa Circondariale di Bellizzi Irpino. Secondo quanto ricostruito dalle indagini coordinate dalla Procura di Avellino, un detenuto, già ristretto per l’omicidio del 53enne avellinese Aldo Gioia, avrebbe utilizzato uno smartphone detenuto illegalmente in cella per contattare e perseguitare sui social la vedova della vittima.
Le indagini, condotte dai militari del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Avellino, sono partite da una perquisizione effettuata nel febbraio scorso all’interno del penitenziario irpino. L’attività investigativa ha portato alla scoperta di telefoni cellulari all’interno del carcere, con contatti telefonici e telematici tra detenuti e persone all’esterno. In particolare, il detenuto avrebbe contattato la donna tramite social utilizzando un profilo con il nickname “Ciro Ricci”, nome ispirato a un personaggio della serie televisiva Mare Fuori. Alla vedova sarebbero giunte richieste di amicizia e messaggi, nei quali il detenuto chiedeva informazioni sulla sua ex fidanzata, anche lei detenuta e condannata per l’omicidio del padre Aldo Gioia. La donna, spaventata dalla situazione e dopo aver compreso chi si celasse dietro il profilo social – anche grazie alla presenza di foto scattate in ambiente carcerario – ha presentato denuncia. Nell’ambito dell’indagine della Procura di Avellino risultano diciotto persone indagate, a vario titolo, per ricettazione e per il reato previsto dall’articolo 391-ter del codice penale, relativo all’accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti. Al suddetto detenuto, ventenne, sono stati contestati la ricettazione dei telefoni e il reato di stalking nei confronti della vedova di Aldo Gioia. Per il SINAPPE, episodi come questo dimostrano quanto sia grave e attuale il problema della presenza di telefoni cellulari negli istituti penitenziari, che consente ai detenuti di mantenere contatti con l’esterno e, in alcuni casi, di continuare a compiere reati anche durante la detenzione. Il sindacato SINAPPE ribadisce la necessità di rafforzare i controlli e dotare gli istituti penitenziari di strumenti tecnologici efficaci per bloccare i segnali telefonici, oltre a garantire adeguati organici alla Polizia Penitenziaria, impegnata quotidianamente nella tutela della sicurezza e della legalità all’interno delle carceri.

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