(Maria Grazia Capanna) SPARANISE (Ce) - Quando parliamo di "Croce di Guerra" cosa intendiamo? Nello specifico una Croce al Merito di Guerra è un 'onorificenza italiana istituita nel 1918 da Vittorio Emanuele III R.D per ricompensare i militari che avevano tenuto una condotta lodevole durante le operazioni belliche, specialmente nella Primo Conflitto Mondiale. È una croce greca in bronzo con la scritta "MERITO DI GUERRA". Consegnata al personale militare che aveva prestato servizio per un determinato periodo in zone di guerra o partecipato a operazioni attive per atti di valore inferiore rispetto alle medaglie d'oro, argento o bronzo, ma comunque degni di pubblico encomio. Sul fronte presenta la scritta "MERITO DI GUERRA" e sul retro una stella raggiante, spesso accompagnata dal monogramma RI Repubblica Italiana nelle versioni post-belliche. Non va confusa con la "Croce di guerra al valor militare", che è un premio specifico per atti di coraggio. La medaglia è stata conferita durante la Prima Guerra Mondiale a numerosi soldati italiani.Tra questi vogliamo ricordare Triestino Picillo Matricola 36230 insignito di tale onorificenza per gli episodi del 20 Gennaio 1943 durante la prima guerra.Negli anni 1935-1936 era addetto sull' imbarcazione alla distillazione dell' acqua marina che le navi cisterna poi portavano al fronte. Successivamente si imbarcò sul sommergibile " G.Galilei" partecipando all' azione di Malaga nella qualità di sottocapo elettricista del sommergibile che fu mandato a sostituire " l' Archimede" , il cui compito era quello di affondare i piroscafi russi. Fu richiamato anche durante il secondo conflitto bellico e inviato per due anni a Tolone e Tobruk in Africa Settentrionale . Durante il rimpatrio fu protagonista di un pericoloso attacco durante il quale si comportò da eroe nel ripiegamento da Tripoli sulla nave regia " Angelo Nusco" . Lui stesso ricordava che la nave sulla quale era imbarcato fu attaccata a mezzanotte di quel giorno da un incrociatore americano che fece affondare a cannonate l' imbarcazione; la prima cannonata colpì parte del comando e distrusse la cabina uccidendo il comandante ed il timoniere e con l' unica mitragliatrice presente a bordo riuscì a fare fuoco alla nave nemica, alla terza cannonata che incendiò la nave fu però costretto a gettarsi a mare . Di quell' equipaggio formato da 70 uomin, si salvarono solo in 6, " dirigendo la barca facendosi guidare dalle stelle proseguì la rotta verso Sfax". Si faceva guidare dalle luci provenienti dai proiettori della nave nemica aggrappato alla lancia bucata che si era staccata dalla Nusco . Una volta a riva recuperato da un altro sparanisano un sergente di nome Francesco Ranucci che con il suo camion condusse lui e gli altri uomini in un ospedale di Tripoli si salvò. Con la sua azione riuscirà a soverchiare forze navali che ne provocarono l'affondamento. Con orgoglio ricordiamo questo episodio storico legato ad un concittadino di Sparanise, in provincia di Caserta.

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