(Caserta24ore) Caserta- A nord del territorio del Volturno sorge la località Brezza che significherebbe breccia o zona lastricata; il nome indica la presenza di una strada, l'Appia: infatti la strada Brezza-Capua ricalca il tracciato dell'Appia antica larga fra 4,10 e 4,20 m con marciapiedi di 1-1,10 m ai lati nel tratto che collegava Casilinum a Sinuessa l' attuale Mondragone e i vari siti romani di questo tratto, che vanno da quello a Torre Frascale a quelli vicino Capua località "aeroporto"e alla Cales quindi Calvi Risorta Demanio Francolise ( località Sette Querce ) . Si pensa che, sulla base dei resti e delle notizie storiche, le ville romane a Francolise dove la fonte Acqua Calena si riversa nel fiume Savone e nelle cui vicinanze correva una strada lastricata andata persa nel dopoguerra sono state rivalutate in seguito al restauro del Castello Angioino Aragonese di qualche anno fa.. Il fiume rivela poi, quando è in secca, grossi blocchi in calcare ed uno stato delle acque non particolarmente pulito, spesso sottoposto a controlli ,c'è fra l'ansa del fiume e la chiesa di S. Maria a Castello una lunga galleria sotterranea caratterizzata da struttura in opera reticolata e nicchie, andate perse. Il non tenere conto di questa condizione ovvero della vita dei fiumi Rio dei Lanzi e Savone ed Avena della vicina Vitulazio che si uniscono insieme al Volturno per riversarsi in località Pescopagano o meglio nota come Castel Volturno appare uno scandalo che, come ha scritto il geologo Marco Delle Rose, “conferma che il sistema, per mantenere condizioni , ha bisogno di continue distruzioni di capitale su larga scala”c he ben si prestano a questo scopo, al contrario della “manutenzione ordinaria” indispensabile e necessaria. Complice parrebbe una vera e propria "campagna di cementificazione" che vede sempre più disboscamento casuali o frutto di conseguenza dei devastanti incendi boschivi verificatesi che hanno distrutto parte della vegetazione e biodiversità, ricordiamo ed è doveroso tenerlo sempre presente che il nostro territorio dovrebbe essere ancora più protetto geologicamente poiché intriso dall' archeologia ed avere una maggiore azione di controllo pro Vigilanza e pro Natura. A tal riguardo per episodi purtroppo legati alle alluvioni presso la cappella del Torello di Maria Santissima Addolorata vi è custodita una teca che ha ospitato la statua della Vergine realizzata con il contributo del popolo di Calvi Risorta e di Luigi Mele donata al popolo di Sparanise nel 1915. La struttura è tutta di marmo grigio pressappoco di 2.metri in altezza ha la forma rettangolare reca in alto incisa e dipinta la lettera "M". In basso vi è la descrizione : "In ricordo della Commissione Femminile del Popolo Generoso anno 1962-1963", fu donata in seguito alla grazia con cui la Madonna Addolorata del Torello di Sparanise fermò l' alluvione del 1962-1963 e quindi tutte le possibili derivanti conseguenze nefaste sul popolo e sul territorio. Nei prossimi giorni ricorrerà il 127 mo anniversario dell' apparizione della Vergine Addolorata alla giovane tredicenne Filomena Candelora . Il culto della Madonna Addolorata è fortemente vivo nella città di Sparanise e nei cuori di tutti coloro che a lei si affidano e ricevono Protezione, Misericordia e Grazie. Questo a testimonianza che malgrado la mano dell' uomo la potenza divina attraverso l' intercessione della Madre di Cristo resta "vessillo di salvezza e speranza" rivolta a tutti anche i cuori più induriti che a lei ricorrono. (di Maria Grazia Capanna)

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