Napoli. A Poggioreale droni con cellulare e droga. Sappe:"Servono jammer nelle caerceri"

(Caserta24ore) NAPOLI: Situazione critica nella Casa circondariale di Napoli Poggioreale “G. Salvia”, dove si registra un sovraffollamento
definito “fuori controllo” dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe). Attualmente, secondo quanto denuncia il sindacato, sono presenti 2.198 detenuti, un numero di gran lunga superiore alla capienza regolamentare dell’istituto. “Una condizione non più sostenibile né per il personale né per i ristretti”, evidenzia la segreteria sindacale, sottolineando che, in particolare durante il turno notturno e in caso di nuovi ingressi, gli agenti sono costretti a sistemare brande aggiuntive nei cubicoli previsti per due persone, trasformandoli di fatto in celle da tre posti. Una situazione che, secondo il Sappe, compromette sicurezza, dignità e condizioni di lavoro, aumentando in modo esponenziale i rischi operativi per il personale della Polizia Penitenziaria. A rendere il quadro ancora più allarmante è quanto accaduto nella notte scorsa: nuovi droni hanno sorvolato i cieli del carcere partenopeo trasportando materiale destinato ai detenuti. Gli agenti della Polizia Penitenziaria sono riusciti a intercettare due velivoli carichi di 18 telefoni cellulari completi di schede telefoniche e caricabatterie, oltre a sostanza stupefacente. Un drone è stato individuato nei pressi del locale “Ticino”; il secondo è stato intercettato e abbattuto dagli agenti, che hanno anche bloccato e arrestato i due presunti piloti. “Un’operazione che conferma l’elevata professionalità del personale, nonostante la cronica carenza di organico e mezzi”, ha dichiarato il vice segretario regionale Serra Raffaele. “Il fenomeno dei droni è ormai strutturato e richiede interventi urgenti per garantire la sicurezza degli istituti e degli operatori”. Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario generale del Sappe, Donato Capece, che ha sollecitato un piano straordinario per la sicurezza degli istituti penitenziari italiani. “Non è più rinviabile – afferma – l’acquisto e l’installazione di jammer in tutte le carceri del Paese, strumenti in grado di impedire l’uso dei telefoni cellulari all’interno dei reparti detentivi e di contrastare il sorvolo dei droni sulle strutture penitenziarie”. “Si tratta di un investimento doveroso per la sicurezza sociale e nazionale”, prosegue Capece. “Non possiamo lasciare che le carceri diventino centrali operative per traffici illeciti o luoghi da cui si continuano a gestire attività criminali grazie all’uso indisturbato di telefoni e collegamenti esterni. Lo Stato deve garantire strumenti tecnologici adeguati a chi ogni giorno opera in prima linea”. Per il Sappe, il combinarsi di sovraffollamento record, carenza di organico e attacchi esterni organizzati sta mettendo a dura prova la tenuta dell’istituto di Poggioreale e, più in generale, dell’intero sistema penitenziario nazionale. Da qui la richiesta di interventi immediati, sia sul piano degli organici sia su quello delle dotazioni tecnologiche, per ristabilire condizioni di legalità e sicurezza all’interno e all’esterno delle carceri.

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