In questi giorni nella nostra provincia è tornato d’attualità il tema della sostenibilità ambientale. A partire da Castel Volturno dove sulla spiaggia sono state raccolte enormi quantità di rifiuti tossici: dalla plastica fino a migliaia di accendini per sigarette. Nello stesso tempo sul versante casertano continua lo scempio delle cave dei Colli Tifatini con la distruzione del paesaggio ed effetti devastanti sul clima. Mentre nell’area ex Pozzi a Sparanise permane a cielo aperto una delle più estese e tossiche discariche a livello europeo. A conferma di tali dati in questi giorni ho avuto modo di leggere unampio saggiosu incoscienza ecologica ed inquinamento ambientale pubblicato qualche tempo fa su Nature da Guido Bissanti (agronomo e autore della legge sull’agroecologia per cambiare in meglio il mondo agricolo e la società tutta), da cui emerge la stretta correlazione tra natura, ambiente ed ecologia.Nell’ultimo rapporto “Ecosistema urbano 2024” pubblicato da Legambiente ed il sole 24 Ore emerge che in Italia si arretrata sulla sostenibilità ambientale, in particolar modo nella nostra provincia che si colloca agli ultimi posti nella apposita classifica che misura le performance ambientali dei 106 capoluoghi italiani – Caserta si colloca al 98 posto, in una posizione che conferma le difficoltà strutturali del Mezzogiorno. Il capoluogo di Terra di Lavoro si ritrova tra le città meno sostenibili d’Italia, in compagnia di Catania, Palermo, Catanzaro, Napoli, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria, tutte ferme sotto il 35% del punteggio complessivo.
A peggiorare il quadro, l’aumento del consumo di suolo, che tra il 2018 e il 2023 ha sottratto oltre 4.500 ettari di territorio urbano, a fronte di una popolazione in calo di 346mila unità.
Il risultato è una crescita del suolo impermeabilizzato per abitante pari a +6,3 mq in cinque anni, con picchi preoccupanti nei centri urbani del Sud.Secondo Legambiente, i numeri parlano chiaro: senza un’inversione di rotta sulle politiche ambientali, urbanistiche e di mobilità, città come Caserta rischiano di restare indietro nella sfida della transizione ecologica. Negli ultimi anni vi sono stati molti interventi denunce da parte delle associazioni di volontariato, a partire dalla Lipu, Legambiente, Domitia ed altre). Ma non basta. E’ giunto il momento che le forze politiche a livello provinciale prendano coscienza del fenomeno e nello stesso tempo gli enti locali e le istituzioni intervengano con adeguati progetti di disinquinamento, di tutela e di valorizzazione del nostro ambiente.
Pasquale Iorio

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