(Dal nostro inviato). Cammino lungo il viale d’accesso alla Reggia di Caserta, il sole di febbraio filtra tra i lecci secolari, e l’aria profuma di muschio e terra bagnata. Sono qui per scoprire uno dei segreti meno noti di questo capolavoro settecentesco: il Giardino Inglese, non solo un’oasi di verde, ma un vero e proprio “giardino massonico”, come recita la targa che ho appena fotografato, posizionata tra gli alberi, quasi a voler nascondere un segreto in piena vista.
“Il Giardino Inglese è un giardino massonico con elementi simbolici, statue e edifici che costituiscono le tappe del percorso iniziatico che l’adepto doveva compiere. L’ambiente naturale con declivi, specchi d’acqua e vialetti, nasconde il credo massonico della Regina Maria Carolina.”
La Regina Maria Carolina, moglie di Ferdinando IV di Borbone, è stata una figura chiave nella trasformazione della Reggia in un luogo di potere, cultura… e simbolismo. Il giardino, progettato tra il 1780 e il 1790, non è solo un omaggio allo stile inglese, ma un percorso iniziatico, un “tempio all’aperto” dove ogni elemento — dalla statua della Sfinge all’Atlante, dalle rovine del Tempio Italico alla Piramide, racconta un passaggio spirituale.
All’ingresso, la Sfinge, con lo sguardo severo, avverte chi entra: “Attenzione, questo è un luogo di prova”. Di fronte, Atlante, con il cielo sulle spalle, simboleggia lo sforzo sovraumano richiesto all’adepto. Più avanti, tra i cespugli, si intravedono le rovine del Tempio Italico, forse un riferimento al culto della natura e alla tradizione antica. E poi, nascosta tra la vegetazione, la Piramide a base quadrata: “simbolo della Terra, della forza creatrice, con una porta aperta, buia e cavernosa, simbolo di rinascita”.
È un luogo che parla senza parole, che invita a camminare lentamente, a osservare, a riflettere.
Il Giardino Inglese della Reggia di Caserta non è solo un luogo di bellezza. È un luogo di pensiero. Un luogo dove la natura si fa simbolo, e il simbolo si fa storia. Camminando tra le sue siepi, si respira l’aria di un’epoca in cui il potere si esprimeva anche attraverso l’architettura, la scultura, e il segreto (Russo Gianluca).









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