A proposito del diritto di tutti i bambini alla VITA: non riesco più a tollerare l'ipocrisia di spegnere una vita
(Riceviamo e volentieri pubblichiamo) Ci sono momenti in cui il silenzio smette di essere prudenza e diventa complicità.... Non riesco più a tollerare questa ipocrisia, l'ipocrisia di chi chiama "scelta" il diritto di spegnere una vita che ha già iniziato a battere. Non è una questione politica o religiosa. È una questione di umanità, che stiamo fingendo di non vedere per non sporcarci le mani. Guardiamo in faccia la realtà: viviamo in un’epoca che celebra i diritti umani a parole, ma ne calpesta il presupposto fondamentale nei fatti. Ci hanno convinti che la soppressione di un essere umano sia una "conquista di libertà", hanno trasformato una tragedia in un diritto civile. Ma la verità non cambia in base al consenso: un battito cardiaco è un fatto, non un’opinione! Se accettiamo che la vita sia degna di protezione solo quando è desiderata o "comoda", abbiamo già perso ogni pretesa di giustizia e umanità. Questa indifferenza sta trasformando il diritto alla vita in un privilegio negoziabile, rendendoci complici di una civiltà che ha smesso di proteggere i suoi figli più indifesi. Se non proteggiamo chi è più vulnerabile e totalmente privo di voce, il concetto stesso di "diritto" diventa carta straccia, una semplice concessione del potere che può essere revocata a piacimento. Il silenzio, in questo scenario, non è prudenza: è complicità. Difendere la vita nascente è una battaglia per la coerenza stessa della nostra civiltà. La Storia ci chiederà conto di dove eravamo mentre l'umano veniva declassato a scarto. Io ho scelto da che parte stare. E tu? Un caro saluto, Matilde Giunti e tutto il team di CitizenGO

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