(Maria Grazia Capanna) Caserta - Il nostro titolo si riferisce principalmente alla rottura di Benito Mussolini con il quotidiano socialista Avanti! nel 1914, dopo essere stato direttore, per fondare il suo giornale interventista Il Popolo d'Italia, e culmina nell'assalto fascista alla redazione dell' Avanti! nel 1919, simbolo della violenza politica del dopoguerra e dell'ascesa del fascismo fino al 1914, Mussolini dirigeva l' Avanti!, organo ufficiale del Partito Socialista Italiano (PSI), portandone il numero di copie a livelli elevati, spinto da ragioni politiche e forse finanziarie, si convertì all'interventismo per la Prima Guerra Mondiale, in contrasto con la linea di neutralità del PSI. Dopo essere stato sfiduciato e espulso dal partito, fondò a Milano il suo giornale, Il Popolo d'Italia, il 15 novembre 1919 la violenza squadrista con esponenti nazionalisti, futuristi e fascisti attaccarono la redazione dell' Avanti!, simbolo del socialismo, in un clima di scontri del Biennio Rosso questa azione squadrista ,diede per la prima volta grande visibilità nazionale al movimento fascista, allora in fase embrionale.
La frase "Avanti! Mussolini" evoca quindi il tradimento di Mussolini nei confronti del socialismo simboleggiato dall' Avanti!, la sua ascesa politica attraverso la violenza e la nascita del fascismo la miseria e la fame a causa di una forte repressione economica scaturita dal crollo del 1929 molto simile alla nostra attuale causata da scelte europee in materia di pianificazione parlamentare e dunque non casuale "indebolimento di un popolo".
In Italia, la principale legge contro il fascismo fu la Legge Scelba 1952, n. 645, ovverosia la XII disposizione transitoria della Costituzione che vieta la "riorganizzazione del partito fascista e punisce l'apologia di fascismo" ovvero l'esaltazione di ideali, metodi e principi fascisti, specialmente se finalizzata alla ricostruzione del partito, con sanzioni penali. Questa legge è stata affiancata dalla Legge Mancino del 1993 che punisce l'incitamento all'odio razziale, politico o religioso, estendendo la tutela anche contro atti discriminatori e violenti riassunte nelle leggi razziali la Supremazia del governo sul parlamento, la nomina governativa delle amministrazioni locali, la soppressione della libertà di stampa, libertà personali con un controllo digitalizzato ed attraverso l' uso non attento delle piattaforme social di proprietà prevalentemente americane basta pensare a Facebook prevalentemente in uso ai minorenni , della libertà sindacale, la soppressione della libertà di associazione l' inasprimento delle norme di pubblica sicurezza, sul fronte internazionale una prima causa di fragilità del sistema economico internazionale è insita nell'eredità dei debiti di guerra "spada di Damocle" italiana considerato il "patto americano "legata alla liberazione dell' Italia nel 1947" e che pertanto vede la nostra Nazione debitrice con gli Stati Uniti per somme ingenti che costringe l' Italia rappresentata prevalentemente in maggioranza da esponenti di "Fratelli d' Italia"a una politica di esportazioni molto aggressiva per procurarsi la valuta necessaria a pagare i debiti.
Il cosiddetto "debito di riconoscenza" della Nazione dove a pagare sono gli italiani di ieri e di oggi, l' impegno NATO verso una maggiore spesa in difesa circa 450 miliardi aggiuntivi entro il 2035 secondo alcune stime è visto da alcuni come un "costo" di questo debito di riconoscenza, ma anche come una necessità strategica.
Alcuni analisti, come quelli di Limes, sostengono che gli USA si considerino "creditori infiniti", mettendo in discussione la vera autonomia strategica italiana.
Già nel dopoguerra, economisti come Einaudi discutevano i debiti di guerra e la necessità di soluzioni eque, sottolineando che l'Italia, per sostenere gli alleati, non doveva temere una gestione equa dei debiti, pur mantenendo gli interessi pubblici.Sia il fascismo che Fratelli d'Italia (FdI) affondano le radici nell'estrema destra. La vittoria della Meloni alle passate elezioni governative "apparirebbe" secondo analisi della stampa come un ritorno significativo di forze di destra al potere, per la prima volta così rilevanti dai tempi di Mussolini, specialmente in un momento di crisi per l'Europa. Testate come Politico.eu e The Moscow Times hanno evidenziato questo aspetto, sebbene il governo Meloni sia sostenuto da partiti che compongono una coalizione di centro-destra, operando in un contesto democratico.
In sintesi, il paragone si basa su una lettura politica del posizionamento ideologico e dell'impatto mediatico del governo Meloni, richiamando il fascismo come punto di riferimento storico per un'estrema destra al potere, ma senza implicare un'identificazione ideologica diretta con il regime mussoliniano. Basti pensare al problema dell'editoria in questo caso anche noi con il nostro impegno nell' informazione puntualizziamo che essere "freelance" dunque libera e vera informazione, non è una guerra tra "poveri" giornalisti o tra presunta informazione di qualità o meno, servono "regole chiare", e serve "cambiare quello che non va", ma "nessun può pensare di sopravvivere a danno di un altro", accesso ai fondi dell' editoria in alcuni casi per i giornali per i finanziamenti alle riviste dei Corpi militari, è una questione di " sistema",una questione di sistema dove bisogna discernere chi fa "giornali veri "e raggiunge un determinato pubblico e chi invece fa delle "attività giornalistiche stile abracadabra "al solo scopo di lucrare i finanziamenti, consensi politici ma è un'operazione di pulizia già iniziata, ci sono le disposizioni varate dal precedente esecutivo, che riparametravano l'assegnazione dei fondi su criteri diversi e oggettivi, primo tra tutti quello dell'occupazione, visto che malgrado quanto crede qualcuno non si fanno" giornali senza giornalisti"e soprattutto c è chi decide di fare informazioni libere riportando i fatti e non essere presente nel " libro paga " dell' onorevole e del " generale" di turno . Rendere ai lettori una informazione pulita e vera è nostro dovere come redazione e come giornale, essere collaboratori e giornalisti ci impone per etica professionale a mantenere un atteggiamento neutrale e corretto nei confronti della Nazione e della verità nel rispetto delle norme e della nostra Costituzione e nei confronti dei Padri Fondatori della stessa e di coloro che hanno perso la vita per garantire la difesa della verità , magistrati, carabinieri,poliziotti, corpi speciali e colleghi come Peppino Impastato e tanti altri il cui sacrificio non può e non deve essere vilipeso ed oltraggiato ma preservato e sostenuto . (di Maria Grazia Capanna)

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