Caserta. E' morto il vescovo più rappresentantivo della città e del territorio casertano: l'emerito Raffaele Nogaro. Lo ricordiamo con un te deum di qualche decennio fa che la dice lunga sul suo episcopato.
Il Vescovo Nogaro saluta la città con l'augurio che "la mia Caserta possa mettere le ali di aquila per diventare città di cultura, di arte e di fede". Si è conclusa con uno scrosciante applauso l'omelia del vescovo Nogaro alla messa del Te Deum di fine anno, all'inizio della quale ha chiesto ai fedeli presenti di pregare per lui. Nogaro proprio l'ultimo dell'anno festeggia il compleanno, così a 75 anni deve rimettere il proprio mandato episcopale; sarà ancora vescovo per qualche mese poi, con molta probabilità, come ha lasciato intuire, lascerà la città di Caserta. Sofferente da sempre per i cerimoniali e i festeggiamenti in pompa magna, il vescovo venuto dal Nord arriva a Sessa Aurunca, terra dei Muzzoni, da Udine dove resta otto anni a soddisfare quel "bisogno di aiutare la gente". Deve allontantanarsi dalla provincia di Caserta per "sciocche ragioni giuridiche". Ritorna nel Mezzogiorno d'Italia in "una fredda e gelida giornata di metà dicembre" per restarci fino ad oggi. Così come la città lo accolse in quel lontatno 1990, così lui ha sempre accolto tutti: 'dalle 9 alle 11' non si è mai negato a nessuno. Nogaro confessa di amare Caserta "ma è difficile dimostrarlo". Mentalità del laico, ma sacerdote, è un grande comunicatore della morale cristiana "che si cela dietro le moltitudini". Nogaro ha appoggiato le lotte cittadine come quella per l'Università di Caserta, per il parco del Macrico, la discarica di Lo Uttaro "sempre e unicamente per fare del bene". Ha sempre incoraggiato la preghiera "vera", indipendentemente dalle religioni. L'opera cristiana di Nogaro a Caserta si può leggere nel suo ultimo libro che ha regalato alla città "Ho amato la mia gente", editato da "Edizioni Salette dell'Uva" di p.zza Matteotti. Il vescovo ha detto che Caserta e noi casertani saremo sempre presenti nelle sue preghiere e che ci sarà sempre vicino; ma molti casertani, da emigranti, sanno che non è la stessa cosa restare vicini da lontano. Così sicuramente la sua Caserta e i casertani gli diranno: "...restate per sempre con noi Monsignore! Noi preghiamo per voi".
Dalla Curia casertana fanno sapere che Mons. Nogaro, dopo gli ultimi mesi segnati dalla sofferenza, si è spento serenamente, accompagnato dalla preghiera e dall'affetto di quanti lo hanno amato e ne hanno condiviso il cammino pastorale. Per Mons. Lagnese "Caserta perde oggi un padre, un pastore e un profeta. È stato per decenni la voce di chi non ha voce, un testimone instancabile del Vangelo della carità e della giustizia. Ha amato questa terra con tutto se stesso, lottando contro ogni forma di illegalità e accogliendo con cuore aperto ogni persona, senza distinzioni. La sua eredità spirituale rimarrà un faro per la nostra Diocesi e per l'intera società civile. Tutta la Diocesi esprime la propria gratitudine per averlo avuto come pastore e guida spirituale". Giunto a Caserta nel 1990, Mons. Nogaro ha segnato profondamente la storia del territorio. Le sue battaglie per la legalità, l'accoglienza dei migranti e la tutela della dignità umana sono stati i motivi ispiratori del suo magistero episcopale, rendendo la Chiesa locale una "casa" aperta ai bisogni degli ultimi. Anche dopo la conclusione del suo mandato nel 2009, aveva scelto di restare a Caserta, continuando a essere punto di riferimento spirituale e morale. La celebrazione delle esequie si terrà venerdì 9 gennaio, alle ore 10.00, nella Chiesa Cattedrale di Caserta, dove, già da oggi tutti i fedeli e la cittadinanza si sta recando per elevare preghiere e rendere omaggio ad un suo pastore che ha speso la vita per il bene comune e la gloria di Dio.
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Il Vescovo Nogaro saluta la città con l'augurio che "la mia Caserta possa mettere le ali di aquila per diventare città di cultura, di arte e di fede". Si è conclusa con uno scrosciante applauso l'omelia del vescovo Nogaro alla messa del Te Deum di fine anno, all'inizio della quale ha chiesto ai fedeli presenti di pregare per lui. Nogaro proprio l'ultimo dell'anno festeggia il compleanno, così a 75 anni deve rimettere il proprio mandato episcopale; sarà ancora vescovo per qualche mese poi, con molta probabilità, come ha lasciato intuire, lascerà la città di Caserta. Sofferente da sempre per i cerimoniali e i festeggiamenti in pompa magna, il vescovo venuto dal Nord arriva a Sessa Aurunca, terra dei Muzzoni, da Udine dove resta otto anni a soddisfare quel "bisogno di aiutare la gente". Deve allontantanarsi dalla provincia di Caserta per "sciocche ragioni giuridiche". Ritorna nel Mezzogiorno d'Italia in "una fredda e gelida giornata di metà dicembre" per restarci fino ad oggi. Così come la città lo accolse in quel lontatno 1990, così lui ha sempre accolto tutti: 'dalle 9 alle 11' non si è mai negato a nessuno. Nogaro confessa di amare Caserta "ma è difficile dimostrarlo". Mentalità del laico, ma sacerdote, è un grande comunicatore della morale cristiana "che si cela dietro le moltitudini". Nogaro ha appoggiato le lotte cittadine come quella per l'Università di Caserta, per il parco del Macrico, la discarica di Lo Uttaro "sempre e unicamente per fare del bene". Ha sempre incoraggiato la preghiera "vera", indipendentemente dalle religioni. L'opera cristiana di Nogaro a Caserta si può leggere nel suo ultimo libro che ha regalato alla città "Ho amato la mia gente", editato da "Edizioni Salette dell'Uva" di p.zza Matteotti. Il vescovo ha detto che Caserta e noi casertani saremo sempre presenti nelle sue preghiere e che ci sarà sempre vicino; ma molti casertani, da emigranti, sanno che non è la stessa cosa restare vicini da lontano. Così sicuramente la sua Caserta e i casertani gli diranno: "...restate per sempre con noi Monsignore! Noi preghiamo per voi".
Dalla Curia casertana fanno sapere che Mons. Nogaro, dopo gli ultimi mesi segnati dalla sofferenza, si è spento serenamente, accompagnato dalla preghiera e dall'affetto di quanti lo hanno amato e ne hanno condiviso il cammino pastorale. Per Mons. Lagnese "Caserta perde oggi un padre, un pastore e un profeta. È stato per decenni la voce di chi non ha voce, un testimone instancabile del Vangelo della carità e della giustizia. Ha amato questa terra con tutto se stesso, lottando contro ogni forma di illegalità e accogliendo con cuore aperto ogni persona, senza distinzioni. La sua eredità spirituale rimarrà un faro per la nostra Diocesi e per l'intera società civile. Tutta la Diocesi esprime la propria gratitudine per averlo avuto come pastore e guida spirituale". Giunto a Caserta nel 1990, Mons. Nogaro ha segnato profondamente la storia del territorio. Le sue battaglie per la legalità, l'accoglienza dei migranti e la tutela della dignità umana sono stati i motivi ispiratori del suo magistero episcopale, rendendo la Chiesa locale una "casa" aperta ai bisogni degli ultimi. Anche dopo la conclusione del suo mandato nel 2009, aveva scelto di restare a Caserta, continuando a essere punto di riferimento spirituale e morale. La celebrazione delle esequie si terrà venerdì 9 gennaio, alle ore 10.00, nella Chiesa Cattedrale di Caserta, dove, già da oggi tutti i fedeli e la cittadinanza si sta recando per elevare preghiere e rendere omaggio ad un suo pastore che ha speso la vita per il bene comune e la gloria di Dio.
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Scive di lui p. A. Zanotelli

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