(intervista di Antonella Ricciardi) “Credo nell’amore di un Dio che non ci abbandona mai e che ci fa incontrare sempre le occasioni per fare del bene e per <> qualcuno”: sono alcune considerazioni emblematiche da cui traspare il senso di una parte primaria di questa testimonianza di Antonella Pozzuoli, insegnante al Liceo Pizzi di Capua, oltre che scrittrice. Nella seguente intervista, infatti, si esprime la stessa Antonella Pozzuoli, professoressa di Lingua e Letteratura Italiana, oltre che Storia, sul suo ultimo libro: il romanzo Per tutti i mari che ho attraversato, pubblicato con Guida editori. Si tratta un'opera particolarmente intensa ed avvincente, sulle vie misteriose, ma rischiarate da ispirazione interiore, per cui, proprio quando sembravano persi i punti di riferimento, e smarrito un senso della vita, lo si può ritrovare, scoprendo risorse che non si sapeva ci fossero, fuori e dentro di noi. Antonella Pozzuoli è già stata autrice di testi di narrativa per ragazzi; diversi suoi libri hanno ricevuto premi e sono stati adottati per lo studio in varie scuole italiane. Inoltre è stata capo scout per circa trent'anni, dedicandosi a questa ed altre attività con coinvolgenti passione e calore umano. Originaria di Capua, dove insegna tuttora, valorizza con amore questa antica città, anche con l'associazione da lei fondata "Capuacineart", di valorizzazione del cinema artistico in particolare tra i giovani. Ricciardi: “Nel tuo romanzo Per tutti i mari che ho attraversato traspare una profonda fiducia nel senso della vita: proprio quando molti punti di riferimento sembravano persi, si scoprono forze che non si sapeva chiaramente ci fossero, fuori e dentro la protagonista… in un certo senso si apre un varco: ti ritrovi in questa interpretazione? Nella tua vita personale hai forse ritrovato alcune analogie con l’avvincente vicenda narrata nel libro?”
Pozzuoli: “In un certo senso questo romanzo è autobiografico, non solo per la vicenda di Lisa (N.B. Il nome è di fantasia per tutelare la vera protagonista) che rispecchia una situazione in cui mi sono veramente trovata coinvolta, per fortuna finita in maniera positiva, ma anche perché nelle caratteristiche di Elena, nel suo modo di intendere la vita e le relazioni ho messo molto di quello che sono io. La sua empatia, la generosità, la capacità di accoglienza rispecchiano il mio modo di essere. Io sono cattolica convinta e credo nell’amore di un Dio che non ci abbandona mai e che ci fa incontrare sempre le occasioni per fare del bene e per <> qualcuno. È un’esperienza che ho vissuto molte volte nel mio lavoro di insegnante e mi è capitato di frequente che qualche studente, in maniera più o meno diretta, mi chiedesse aiuto, per problemi personali o per la strada da percorrere dopo il diploma. I nostri giovani hanno una fame disperata di adulti che li ascoltino e che li indirizzino, ed io cerco, come posso, di rispondere a questa esigenza.”
Ricciardi: “Premetto che questa tua opera, per certi aspetti, ricorda un giallo, in cui ciò che è da scoprire non è un delitto, ma appunto il senso delle cose, proprio quando sembrava non ci fosse più senso; tutto concorre a ciò, ed alcuni passaggi ricordano lo stile del realismo magico ed anche i motivi ispiratori, in particolare, dello scrittore brasiliano Paulo Coelho, dove pure emerge la convinzione che <> venga incontro quando teniamo profondamente a qualcosa, con cui ci sintonizziamo; ci sono alcuni autori in particolare che ti possano avere consapevolmente ispirata riguardo questa prospettiva?”
Pozzuoli: “L’unico autore a cui mi sono ispirata in questo libro è sicuramente Alessandro Baricco. Il suo romanzo <>, ha cambiato radicalmente il mio modo di guardare tale elemento. Ma ogni scrittore nelle sue opere trasfonde le idee, le prospettive, le convinzioni che sono la somma, in fondo, di quello che ha letto e che ha meditato nella sua vita. Ed io sono una lettrice vorace. Adoro leggere e Coelho è uno degli scrittori a cui sono più legata insieme a Isabelle Allende e Marquez.”
Ricciardi: “Alcuni personaggi del libro sembrano essere dimore di uno stato di coscienza più elevato, che é in loro, ma anche li trascende, va oltre: ad esempio il vecchio marinaio Zosimos, che parla attraverso la saggezza di proverbi, ed invita, ad esempio, a trovare quella felicità che si raggiunge andando oltre la paura, svoltando quindi oltre: qualcosa ti ha aiutata in questa superiore ispirazione, esemplificata dal personaggio?”
Pozzuoli: “Nel romanzo mi serviva una voce che rappresentasse il mistero, l’imponderabile per fondere insieme realismo e magia. E Zosimos insieme alla donna delle erbe e alla vecchia libraia incarna quella voce. Non a caso ho scelto come ambientazione del libro la Grecia e i suoi abitanti che secondo me sono perfetti, con le loro credenze e i loro riti, per trasmettere il senso di una vita vissuta intorno ai valori più veri dell’essere umano.”
Ricciardi: “Il mare é centrale nel libro, quali sono i suoi significati anche simbolici?”
Pozzuoli: “Il mare è centrale nel libro come lo è nella mia vita. Per raccontare una storia così forte e dolorosa mi serviva uno sfondo che accompagnasse i personaggi, qualcosa che ne sottolineasse la drammaticità e il difficile cammino che compiono. In tal senso, il mare diventa una componente fondamentale della vita di ognuno di essi, ne segue le vicende e l’evoluzione, fino a diventare esso stesso il protagonista che muove i fili di tutti.”
Pozzuoli: “Soprattutto nei <> del libro diventa esplicito che alcuni personaggi siano ispirati a persone reali, pur certamente in vicende parzialmente modificate per la trasposizione romanzesca: quanto hanno contato, così, aspetti biografici ed autobiografici nella composizione della narrazione?”
Pozzuoli: “Alcuni personaggi del romanzo sono reali nel senso che mi sono ispirata alla loro storia. Il libro stesso è la risposta all’esigenza fortissima che ho avvertito qualche anno fa di raccontare le vicende di Lisa per mandare un messaggio forte a tutte le giovani donne che si trovano coinvolte in una relazione tossica da cui non riescono a liberarsi. Quindi è un racconto ispirato a fatti realmente accaduti, romanzato per renderlo più coinvolgente e appassionante. Se non avessi conosciuto Lisa, non avrei mai scritto questa storia.”
Ricciardi: “In passato eri già stata autrice di libri, che avevano peraltro ottenuto diversi riconoscimenti: ci sono fili conduttori che legano questo romanzo ad opere precedenti, e ad eventuali progetti futuri?”
Pozzuoli: “Ho pubblicato tre libri per ragazzi e alcuni saggi in passato. Questo è il mio primo romanzo, completamente diverso dai miei lavori precedenti, soprattutto per il pubblico di riferimento che è adulto. Non c’è un filo conduttore vero e proprio che lega tutte le mie opere se non il gusto per il mistero e per il giallo che, in un certo qual modo, compare anche in questo libro.” (di Antonella Ricciardi; intervista ultimata nel gennaio 2026)


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