Sparanise. Il grido e l’impegno. Al Foscolo la storia spezzata di Michele Fazio, scritta dal padre Pinuccio. Interverrà l’autore da Bari. Evento aperto alla cittadinanza.
(di Paolo Mesolella) SPARANISE Il titolo del libro, “Il grido e l’impegno”, è già di per se stesso molto eloquente e racconta una brutta storia, “La storia spezzata di Michele Fazio”, scritta dal padre Pinuccio. Lunedì 10 novembre prossimo, alle ore 11, nell’aula conferenze della sede Foscolo di Via Calvi a Sparanise, nell’ambito delle iniziative di Educazione Civica, si terrà la presentazione del libro “Il Grido e l’impegno” scritto dal padre di Michele, Pinuccio Fazio. Un evento, aperto anche all’esterno, durante il quale Pinuccio, in arrivo da Bari, racconterà agli studenti delle classi terze e quarte del Foscolo una storia che non è possibile non conoscere. L’evento, organizzato dalla dottoressa Imma Mandara, in collaborazione con il Dirigente Scolastico, affronterà un argomento purtroppo attuale, ma spesso coperto dal silenzio e dall’omertà, quello delle morti “per sbaglio”. Michele Fazio è un ragazzo barese di quindici anni, pieno di vita e di entusiasmo, che una sera di luglio sta tornando a casa per cenare con la famiglia. All'improvviso viene strattonato; non ha il tempo di voltarsi indietro, sente degli spari, sono attimi: un proiettile gli perfora il cranio e lui cade riverso per terra. Tutti scappano, lasciandolo solo. Nell'aria si avverte, un grido lancinante: "Aveme accise u uagnune buenn" , "Abbiamo ucciso il bravo ragazzo". Con l'aiuto dei genitori Lella e Pinuccio Fazio la storia spezzata di Michele e l'assurdità della sua morte innocente tornano a ricomporsi per diventare memoria collettiva di cui non solo Bari, ma ogni città che protegge i propri figli deve riappropriarsi: nella consapevolezza che occorre sempre volere, pretendere, provocare una giustizia e un impegno a volte difficili per gli onesti. Sono trascorsi 21 anni da quel 12 luglio 2001 in cui Michele fu colpito per sbaglio da un proiettile che avrebbe dovuto essere riservato a un altro. Capriati, l’autore, aveva 19 anni, il complice invece, fu ucciso prima dell'arresto. A Bari, confida il parroco don Angelo Cassano, dopo la festa per la liberazione del killer di Fazio, a Repubblica, cresce il consenso dei clan. Il killer ha da poco finito di scontare una condanna di 19 anni, ed è tornato a Bari vecchia, dove è stato accolto da un tripudio di festeggiamenti da parte di parenti e amici. Da parte loro papà Pinuccio e la moglie Lella vanno avanti per la loro strada nel nome di Michele e della legalità.



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