4 Novembre giornata italiana delle Forze Armate , la Chiesa Cattolica festeggia "San Carlo Borromeo".

(Maria Grazia Capanna) Caserta -"In un secolo in cui l'altezza media degli uomini non superava il metro e sessantacinque, Carlo Borromeo era alto più di un metro e ottanta";
così lo descrive Federico Rossi di Marignano:non solo era molto alto, ma era anche di corporatura robusta. San Carlo osservava la raccomandazione di Ambrogio e di Agostino di digiunare e destinare ai bisognosi il denaro risparmiato. Negli ultimi anni di vita, secondo l'uso ecclesiastico antico, consumava un solo pasto al giorno, dopo il vespro. Si dice però che, pur tralasciando cibi costosi e preferendo il semplice pane, l'assumesse «in assai quantità». Carlo Borromeo portò sempre la barba, anche se la vasta iconografia seicentesca lo raffigura spesso glabro; cominciò infatti a radersi solo nel 1576, al tempo della prima grande peste, e mantenne il volto rasato in segno di penitenza durante gli ultimi otto anni di vita, nipote di papa Pio IV la madre Margherita Medici di Marignano era sorella di Pio IV, al secolo Giovanni Angelo Medici di Marignano, fu da lui nominato cardinale e segretario privato quando aveva poco più di vent'anni. In tale veste il giovane Carlo partecipò ai lavori del Concilio di Trento, divenendone protagonista proprio nel periodo conclusivo.
Dopo la morte dello zio, nel 1566 Carlo Borromeo si trasferì da Roma a Milano, attuando nella diocesi ambrosiana i dettami tridentini e vivendo in ascetica povertà. Dedicò la sua azione pastorale alla cura delle anime e alla moralizzazione dei costumi, promuovendo oltre al culto «interiore» anche il culto «esteriore» – riti liturgici, preghiere collettive, processioni – ravvivando in tal modo la fede, l'identità e la coesione sociale soprattutto dei ceti più popolari. Riformò la diocesi, nella quale la disciplina ecclesiastica era «del tutto persa», perché da quasi un secolo gli arcivescovi titolari, risiedendo altrove, l'avevano abbandonata a sé stessa limitandosi a goderne le rendite. Carlo affrontò «contrasti tanto grandi e da persone tanto potenti che avrebbero impaurito ogni grand'animo». Nell'attuare i decreti tridentini il Borromeo si espose infatti alla reazione di coloro che vedevano lesi i propri privilegi: fu contrastato dai governatori spagnoli e dal Senato milanese, minacciato con i bastoni dai frati minori osservanti, aggredito con le spade dai canonici di Santa Maria della Scala, minacciato dalle monache di Sant'Agostino, vilipeso da quelle di Lecco e colpito con una archibugiata alla schiena da un sicario dell'ordine degli Umiliati.
Fu proclamato santo da papa Paolo V nel 1610, a soli 26 anni dalla morte, ed è considerato tra i massimi riformatori della Chiesa cattolica nel XVI secolo, anima e guida della Controriforma cristiana cattolica, nonché persecutore di protestanti evangelici. San Carlo Borromeo è il protettore di varie categorie, tra cui Milano, catechisti, seminaristi e vescovi. È anche patrono di diverse città, come Acquarica del Capo e Rocca di Papa. Si invoca protezione contro malattie come le ulcere e i disordini intestinali e anche per favorire la crescita dei frutteti di mele. San Carlo Borromeo si festeggia il 4 novembre perché morì il 3 novembre 1584, e per le tradizioni dell'epoca, un decesso avvenuto dopo il tramonto era considerato come accaduto il giorno seguente. La sua festa si celebra in questa data, unificando anche in questo modo la commemorazione del santo con quella di un altro evento storico: il 4 novembre è anche la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, che commemora la fine della Prima Guerra Mondiale. Viene beatificato nel 1602 da Clemente VIII e poi canonizzato nel 1610 da Paolo V. Da allora, le sue spoglie riposano nella Cripta del Duomo di Milano, nel così detto “Scurolo”, ricoperto da pannelli in lamina d’argento che ne ripercorrono la vita.

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